L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 dicembre 2014

Costruire Alternative non è facile ma si può


Se l'Europa vuole cambiare deve ispirarsi ai paesi dell'ALBA
 

A L'Avana il decimo anniversario dell'Alleanza che combatte la povertà e l'esclusione sociale



Si è celebrato questa domenica a L'Avana il decimo anniversario dell'Alleanza Bolivariana per le Americhe (ALBA)  e il XIII vertice della piattaforma di integrazione fondata da Fidel Castro e Hugo Chavez.

Nel corso della cerimonia, i rappresentanti dell’Alleanza, fondata a L'Avana il 14 dicembre 2004 come alternativa di integrazione per i paesi latinoamericani e i Caraibi, hanno ufficializzato l'entrata di San Cristóbal y Nieves unita a Granada.

L'Alleanza Bolivariana per i Popoli d'America dà enorme importanza alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale. Gli esperti sottolineano che i paesi membri hanno ottenuto sostanziali risultati nello sviluppo umano, sociale ed economico.

Tra il 2004 e il 2014 l'economia dell’Alleanza, composta da Antigua e Barbuda, St. Vincent e Grenadine, Ecuador, Venezuela, Cuba, Bolivia, Dominica, Nicaragua e Santa Lucia,  ha registrato un aumento del 25% nel suo prodotto interno lordo (PIL).
La Deutsche Welle afferma che quasi 1,3 milioni di persone con disabilità fisiche e neurologiche sono state sostenute in maniera "solidale" in Bolivia, Cuba, Ecuador, Nicaragua, Saint Vincent e Grenadine e il Venezuela.
Il programma sociale “Sì, io posso” ha aiutato a uscire dall’analfabetismo circa 4 milioni di persone in Venezuela, Bolivia, Nicaragua ed Ecuador. Più di 3.000 famiglie haitiane hanno ricevuto riparo e 6.000 vaccini dopo il terremoto.

Il docente universitario Luciano Vasapollo (delegato per il Rettore per l'America Latina, direttore del Centro Studi Sapienza per l'America Latina e i Caraibi), ispirato dai progressi dell'Alleanza, ha detto nella presentazione del suo libro a Madrid che "se l'Europa vuole cambiare, deve avere come riferimento i paesi dell'ALBA".
"I paesi dell'ALBA costruiscono  il loro futuro con la strategia della lumaca: lenta, ma muovendosi sempre in avanti e questo processo è un esempio per la costruzione di un modello di cooperazione e sviluppo della solidarietà", ha evidenziato Vasapollo, citato da Prensa Latina.


http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=5694&pg=9809 

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