L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 23 dicembre 2014

derivati un mercato alla deriva e incontrerà un'ostacolo sul suo cammino

Il terrore dei banchieri centrali: i derivati sul debito sovrano

È un mercato da $555 mila miliardi per effetto dei tassi di interesse. Le banche hanno scommesso un ammontare pari a sei volte il Pil mondiale.
Il presidente della Bce Mario Draghi (al centro) in compagnia del vice Vitor Constancio (sulla destra).
I

l presidente della Bce Mario Draghi (al centro) in compagnia del vice Vitor Constancio (sulla destra).
NEW YORK (WSI) - Il mercato dei derivati sul debito sovrano non fa dormire la notte i banchieri centrali.

È un mercato da $555 mila miliardi solo per i tassi di interesse, con le banche che hanno scommesso un ammontare pari a sei volte il Pil mondiale.

Se si prende come esempio la sola Spagna, si scopre che il mercato dei bond è di mille miliardi di dollari, ma quello dei derivatiu vale almeno dieci volte tanto.

Il mercato globale dei bond vale 100 mila miliardi di dollari oggigiorno. Le aziende Usa da sole stanno per emettere debito per 1.500 miliardi di dollari solo nel 2014. Sarebbe il terzo anno consecutivo in cui si realizza un record assoluto per i bond societari.

Uno dei motivi per cui il mercato ha assunto tali dimensioni è dda ricercare nel comportamento di alcune nazioni sovrane, che in certi casi hanno deciso di ripagare i creditori con altro debito.

Gli Usa lo hanno fatto negli ultimi mesi, per esempio, emettendo mille miliardi di dollari di Bond per rifinanziare il vecchio debito in scadenza.

Perciò, non solo la bolla dei bond ha dimensioni pari a oltre 100 mila miliardi di dollari, ma crescerà mese dopo mese. Se tutto andasse liscio non ci sarebbe da preoccuparsi.

Non fosse per un particolare: l'81% di tutte le operazioni di trading sui derivati si basano sui tassi di interesse (i bond). In totale il mercato dei derivati dei tassi di interesse vale 555 mila miliardi di dollari.

Si tratta di attività di trading che si basano sui tassi di interesse che a loro volta sono basati sulla bolla dei bond. Si capisce bene come il pericolo di uno scoppio di tale bolla non vada preso sotto gamba.

Per capire meglio le dimensioni e la pericolosità del fenomeno, anche se si considera per ipotesi che solo il 4% degli scambi sono a rischio e che il 10% di essi finirà per fare crac, il capitale di una manciata di grandi banche europee verrebbe spazzato via.

http://www.wallstreetitalia.com/article/1796725/il-terrore-dei-banchieri-centrali-i-derivati-sul-debito-sovrano.aspx?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter:+WSI&utm_content=23-12-2014+altrenews+Il+terrore+dei+banchieri+centrali%3a+i+derivati+sul+debito+sovrano

Nessun commento:

Posta un commento