L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 8 dicembre 2014

Dovunque c'è il Pd c'è la melma


I concorsi «paranormali» dei dirigenti di Zingaretti

Anticipazione dell'inchiesta che andrà in onda domenica a Report, alle 21.45 su Rai3

di Giorgio Mottola

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Da diversi mesi, in Regione Lazio non c’è bando per dirigente di cui non si sappia già in anticipo il vincitore. Tutti gli ultimi direttori generali, secondo Nicola Zingaretti, sono stati scelti dopo rigorosissime selezioni. Eppure l'esito era già stato previsto, in alcuni casi prima ancora che venisse indetto il bando.
Attraverso questi concorsi Zingaretti è riuscito a portare in Regione finora ben 63 dirigenti esterni, quasi il doppio della Polverini. Tra i vincitori e i nominati dal Governatore del Lazio ci sono anche dirigenti del Partito Democratico, familiari di politici illustri, condannati, rinviati a giudizio e indagati. Tutti a libro paga della Regione con stipendi che oscillano tra i 100 mila e i 180 mila euro all’anno. 

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