L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 27 dicembre 2014

gli interessi sugli interessi e il debito decolla

80 euro? Il debito pubblico aumenta dieci volte tanto

I calcoli sono talmente semplici che chiunque, anche un bambino di prima elementare, è in grado di farli: mentre circa dieci milioni di italiani incassano 80 euro al mese, quindi, in totale, 9,6 miliardi all’anno, il debito pubblico aumenta di 96 miliardi all’anno, DIECI VOLTE TANTO.
Ed allora “divertiamoci” un po’ con la matematica, nulla di complicato, vedrete, soltanto qualche moltiplicazione e divisione, cose che anche la casalinga di Voghera è in grado di fare, ma probabilmente nessun giornalista, visto che sono conti che non vengono mai chiesti al nostro Presidente del Consiglio.
Allora, quest’anno il nostro debito pubblico è aumentato di circa 100 miliardi di euro, visto che la popolazione italiana è di poco inferiore ai 60 milioni di individui, significa che ognuno di noi, neonati compresi, alla fine dell’anno avrà sul groppone circa 1.670 euro di debito IN PIU’ rispetto a dodici mesi fa.
All’inizio del 2014 ciascuno di noi aveva sulle spalle 35.000 euro di debito pubblico ed ora sono diventati 36.670, con un incremento REALE (visto che l’inflazione è zero!) del 4,77%.
Ma proseguiamo con i “giochi” matematici, dunque, 1.670 euro all’anno vuol dire circa 140 euro al mese, sempre a testa, questo significa che, ad esempio, per una famiglia come la mia, composta da marito, moglie e due figli, OGNI MESE, il debito aumenta di 560 euro, quasi un secondo mutuo da pagare.
E questo, naturalmente, dopo aver  pagato imposte, tasse, contributi, accise e chi più ne ha più ne metta, ad un livello che non ha eguali in nessuna altra parte dell’intero pianeta.
Tutto ciò, poi, è accaduto in un anno in cui lo “spread” è diminuito, ed i tassi di interessi pagati sul debito pubblico sono al minimo storico (a causa della deflazione in corso).
E’ arrivato il momento di smetterla di dire che gli italiani sono pessimisti, ho scritto dei numeri, non delle opinioni!
Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

http://www.finanzainchiaro.it/80-euro-il-debito-pubblico-aumenta-dieci-volte-tanto.html 

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