L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 dicembre 2014

la 'ndrangheta è la medesima faccia della corruzione, non c'è legalità, il Sistema Mafioso Istituzionalizzato non vuole

Lombardia, Piemonte e Liguria colonizzate dalla ’ndrangheta
09/12/2014

L’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia. A Milano e dintorni le cosche sono organizzate in 15 “locali” hanno circa 500 affiliati e tengono rapporti con la Calabria

Lombardia, Piemonte e Liguria colonizzate dalla ’ndrangheta
 Appalti, infiltrazioni nell’amministrazione pubblica, connivenza con la politica, affari nel famoso “triangolo industriale”. I tentacoli della ’ndrangheta si sono saldamente avvinghiati alle regioni “ricche” Lombardia, Piemonte e Liguria. I processi e le indagini più recenti attestano la capacità della 'ndrangheta di mettere radici e consolidarsi in modo strutturato in territori anche lontanissimi, e tuttavia mantengono un “cordone ombelicale” con la Calabria. In Lombardia –rileva l’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia –, l’insediamento della ’ndrangheta è organizzato in 15 “locali” (ognuno composto da almeno 50 affiliati) per oltre 500 affiliati. «Dunque – osservano i magistrati –, siamo davanti a qualcosa di molto simile rispetto a quanto si riscontra in Calabria. I soggetti che hanno sviluppato le strutture in questione operano secondo tradizioni di ’ndrangheta: linguaggi, riti, doti, tipologia di reati sono tipici della criminalità calabrese e sono stati trapiantati in Lombardia dove la ’ndrangheta si è trasferita con il proprio bagaglio di violenza». In Lombardia è avvenuta, da parte della 'ndrangheta, una vera “colonizzazione” del tessuto socio-politico-economico della regione. «Non è semplicemente l’articolazione periferica della struttura criminale calabrese sorta e radicata nel territorio d’origine –annota la Dna –, ma è un’associazione dotata di una sua autonomia operativa, benchè fortemente collegata al Crimine reggino. Quest’associa - zione è composta da soggetti ormai da almeno due generazioni presenti sul territorio lombardo, che commettono in Lombardia reati rientranti nel programma criminoso, che compiono delitti e atti intimidatori, il tutto nel contesto di un fenomeno criminale unitario». Analoga la situazione in Piemonte, territorio che, proprio per la presenza di fortissime infiltrazioni di ’ndrangheta, è in grado di sopportare il peso della gestione di importanti latitanti. La Liguria, non diversamente dal Piemonte (e in grado leggermente inferiore rispetto alla Lombardia), è interessata non tanto dalla penetrazione della ’ndrangheta nel proprio tessuto sociale ed economico, che è fenomeno comune a quasi tutte le regioni centro-settentrionali italiane, ma dalla presenza stabile e strutturata di questa entità criminale che ha creato proprie basi in regione utilizzando lo schema operativo della colonizzazione. La presenza storica e strutturata della ’ndrangheta in Liguria, del resto, si spiega nelle potenzialità offerte dal casinò di Sanremo, dove il sodalizio ha storicamente svolto attività di usura ed estorsione e attraverso i relativi profitti ha sviluppato un’imponente attività di riciclaggio, ha considerato strategico l’insediamento ligure in quanto agevole passaggio per accedere in Francia; lo stesso passaggio che, già dagli anni ’70, condusse molti ’ndranghe - tisti a gravitare in Costa Azzurra, ove costruirono vere e proprie reti logistiche per la gestione dei latitanti.

http://www.gazzettadelsud.it/news/119725/Lombardia--Piemonte-e-Liguria-colonizzate.html

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