L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 12 dicembre 2014

Matteo Salvini manipolizza l'attenzione, non è un caso

Ecco il Matteo Salvini che non ti aspetti (con la stampa estera)

11 - 12 - 2014Francesco De Palo
Ecco il Matteo Salvini che non ti aspetti (con la stampa estera)
La nuova aliquota fiscale? Il candidato al Colle? Le strategie anti renziane? Lo sfondamento al sud? Nulla di tutto ciò. Il Segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, in visita ieri all’Associazione della Stampa Estera di Roma ospite del Presidente Maarten van Aalderen, (dove ha sorseggiato anche una birra con i giornalisti), è stato incalzato dai corrispondenti delle testate straniere soprattutto su temi scomodi, come i diamanti dell’ex tesoriere Belsito, il rischio xenofobia e la passata gestione del partito. A cui ha replicato, punto su punto, non da giustizialista ma da garantista.
DIAMANTI
Come faranno gli elettori ad immaginare una nuova Lega se fino a un anno fa tutti i quotidiani riportavano dettagli di scandali e malagestione? Al quesito posto da Stephen Farris,  corrispondente da Roma della rivista americana Times, Salvini ha risposto: “Intanto io ho provveduto in questi mesi a sostituire gli amministratori della passata gestione”, ha subito precisato, per sgomberare il campo da dubbi e possibili insinuazioni. Per poi evidenziare: “Fino ad oggi registro che non c’è stata una sola condanna definitiva”, ha osservato. Il riferimento era ai fondi gestiti dell’ex tesoriere Belsito, alle lauree in Albania, ai presunti investimenti in diamanti a cui l’eurodeputato ha replicato che la nuova gestione del partito “è comunque iniziata con un cambiamento di nomi e facce, per una questione di correttezza e trasparenza” anche se dice di attendersi qualche novità giudiziaria sui casi citati, che fino ad oggi non c’è stata.
RAZZISMO
Le proteste sociali e il desiderio di cambiamento politico rischiano di trasformarsi in un consenso indirizzato verso forze xenofobe? Alla corrispondente di Vatican Insider e de La Stampa, Lisa Billig, preoccupata – da israeliana – per il nuovo rischio razzismo in Europa, Salvini ha risposto che il rischio di antisemitismo nel 2014 non lo vede per nulla. Anzi, ha ribaltato il tavolo quando ha aggiunto che “la colpa è della sinistra iper permissiva che, per nascondere le proprie responsabilità sulla cattiva gestione dell’emergenza immigrazione, accusa di razzismo chi chiede solo il rispetto delle regole da parte di tutti”. Il riferimento è a “cittadini stanchi e non razzisti” che “non ne possono più di un’immigrazione senza controllo”, quando invece ne servirebbe una di tipo “controllato e secondo le normali leggi di ogni Paese”. Falso e pericoloso, ha aggiunto, sviare l’attenzione dal problema vero che “non è il razzismo ma chi ha governato i flussi migratori fino a ieri”.
PROPOSTE
Un altro quesito che è andato per la maggiore tra i colleghi stranieri è stato  quello relativo al paragone con Beppe Grillo. Entrambi destinatari di voti di protesta, entrambi definiti populisti, ma che in modo diverso propongono soluzioni a volte inapplicabili. Salvini ha difeso la sua idea di un’unica aliquota fiscale. “Proponiamo un’aliquota secca al 15%: non siamo dei geni, la copiamo perché funziona in quaranta paesi”, ha detto presentando l’iniziativa del convegno che si terrà il 13 dicembre a Milano per lanciare la proposta sulla flat tax. “Tra l’altro è un sistema che è molto più difficilmente corruttibile. È una battaglia seria e concreta che può essere una battaglia di tutto il centrodestra, una battaglia concreta”.
CASO GRECIA
Il rischio di un nuovo default in Grecia come potenziale detonatore per nuovi grattacapi all’Europa. Salvini, interrogato da Giorgios Lambrinopulos da trent’anni corrispondente dei media ellenici a Roma, ha osservato che qualsiasi dovesse essere il nuovo partito vincitore delle possibili elezioni anticipate (se i nazionalisti di Alba dorata o la sinistra radicale di Syriza) “andrà bene, perché sarebbe democraticamente eletto”. Cosa vogliamo fare, si è chiesto, “decidere che ad un certo punto un voto democratico non ha più valore?”. E aggiunge di non credere che proporranno di uscire dall’euro e tornare alla dracma. Anche perché in questo senso l’Ue non la ritiene riformabile: “Va abbattuta e riformata da capo. Prima abbattiamo il muro di Berlino a Bruxelles e prima ripartiamo“.
SU MARINO
“Fossi in lui toglierei disturbo”, aggiunge, in riferimento all’altro grande tema di attualità in questi giorni legato allo scandalo corruzione, anche se Salvini offre una lettura politica e non giudiziaria. “Ma non per i fatti di Mafia Capitale di cui non ha alcuna responsabilità, bensì perché non è un sindaco adatto a Roma”. E la Lega? “Abbiamo tantissimi difetti, abbiamo fatto tanti errori, forse altri ne faremo – aggiunge Salvini – ma il Lazio e il Comune di Roma non lo abbiamo mai avuto. E se qualche nostro ex ha sbagliato gli auguro di uscirne pulito. Ma dal mio punto di vista non mi sento minimamente sfiorato”.

http://www.formiche.net/2014/12/11/salvini-stampa-estera/

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