L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 15 dicembre 2014

Non è solo un problema di comunicazione ma di contenuti

Matteo Salvini, il sorpasso su Renzi e Grillo: il trionfo del leghista nelle cifre social

14 dicembre 2014



L'ascesa di Matteo Salvini si legge anche nei dati relativi ai social network, arma di "battaglia totale" sia per Beppe Grillo sia per Matteo Renzi. Ma, ora, tocca al leghista. Certo, Salvini per numero di follower su Twitter e "seguaci" su Facebook resta alle spalle di Grillo e Renzi, staccato e non di poco. Ma non è soltanto questo che conta, come sottolinea La Stampa: bisogna andare a fondo. E dall'analisi emergono due importanti considerazioni: il popolo di Salvini, oltre alla notevole crescita settimanale (+8,8% su Facebook e +4,2% su Twitter, mentre Renzi e Grillo sono sotto all'1%), risulta anche essere il popolo più coinvolto. Si parla del cosiddetto engagement, ossia le interazioni giornaliere sui social: il leader della Lega riesce a far commentare, condividere o far mettere un "mi piace" al 44% di chi lo segue. Grillo si ferma al 5,3% mentre Renzi appena allo 0,6 per cento. Chi scalda di più il suo popolo, insomma, è il leghista.
Il guru - Il successo di Salvini su Twitter, però, ha un segreto che ha un nome e un cognome: Luca Morisi, docente di Informatica Filosofica a Verona, e guru del segretario del Carroccio. Dal suo studio di Mantova, Morisi infatti decide la strategia di comunicazione e coordina un gruppo di lavoro che gestisce la comunicazione di Salvini. Mentre Salvini è in una trasmissione, infatti, noterete che i suo messaggi su Twitter piovono senza soluzione di continuità: un escamotage fondamentale per chi vuole intercettare telespettatori che, magari, in quel momento erano davanti ad un altro canale ma con il loro tablet in mano (non a caso, una recente ricerca Demos, ha messo in evidenza come il 44% degli italiani si informa in un modo ibrido, abbinando la Rete a un media tradizionale; percenutale che sale al 60% tra chi afferma di essere un elettore leghista).
Le cifre - Come detto, se Salvini è leader per quel che concerne l'engagement, è ancora indietro su altri fronti. Largo ai numeri. Su Twitter Renzi ha 1,48 milioni di followers contro gli 1,620 di Grillo; Salvini si ferma a 86mila. Quindi su Facebook Grillo primeggia con 1,72 milioni di fan, contro i 760mila di Renzi e i 533mila di Salvini. Come detto, però, su entrambi i social il tasso di crescita settimanale degli adepti vede trionfare Salvini, primissimo anche in termini di coinvolgimento e partecipazione dei fan.

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11732768/Matteo-Salvini--il-sorpasso-su.html

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