L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 7 dicembre 2014

Renzi non ha titolo vuole cambiare la Costituzione e fare legge elettorale con Mediaset

Una canna da pesca per Matteo Renzi

Una canna da pesca per Matteo Renzi
dicembre 06
16:20 2014
Sconcertanti le vicende che vedono coinvolte nella capitale una cupola mafiosa capitanata da un notissimo personaggio del terrorismo nero con esponenti della politica di matrice fascista, in combutta nel malaffare con alcuni uomini eletti nelle istituzioni romane a rappresentare la sinistra.
L’inchiesta della magistratura è tutt’altro che chiusa e nei giorni a venire non ci stupiremmo se la montagna di melma maleodorante che si è riversata sulla capitale sia destinata a crescere.
Non ci sono commenti o condanne verbali che possono placare la rivolta esplosa nell’animo di ogni persona civile e quindi onesta, e in modo particolare i milioni di militanti o simpatizzanti della sinistra, quella che ha sempre posto in modo prioritario nella pratica della politica la questione morale di Berlingueriana memoria.
Non mi consola (ma la sottoscrivo) la sintetica dichiarazione di Matteo Renzi:È tutto uno schifo”. Apprezzo però la immediata decisione del segretario del partito Democratico di commissariare la direzione cittadina e regionale del suo partito per fare una pulizia extra-large.
Detto questo non può passare sotto silenzio l’ennesimo atto d’impudenza offerto dal pregiudicato Silvio Berlusconi il quale ha avuto il coraggio di intervenire chiedendo le dimissioni del sindaco Marino, lo scioglimento del Consiglio comunale affermando che il primo cittadino di Roma non poteva non sapere, affiancandosi all’opera “moralizzatrice” dei Cinque Stelle.
Da quanto si è appreso sinora, dalle indagini il “marziano” Marino era addirittura nel mirino della cosca mafiosa romana perché era un intralcio ai loschi affari, tant’è vero che il prefetto ha imposto al sindaco una scorta armata, (che lui aveva sempre rifiutato), continuando a circolare per le strade della capitale in bicicletta.
Personaggi come Berlusconi si devono tenere a debita distanza, altro che stipulare “Patti” di qualsiasi natura.
Se proprio per ragioni d’ufficio lo si deve incontrare la sua mano la si può anche toccare servendosi eventualmente di una canna da pesca.

http://www.nuovasocieta.it/editoriali/una-canna-da-pesca-per-matteo-renzi/

Nessun commento:

Posta un commento