L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 25 dicembre 2014

servizi segreti di corsa verso l'implementazione delle convinzioni sull'estremismo di Napolitano


Alta velocità nel mirino, Viminale in allarme

Rischio convergenza tra la parte radicale del movimento e gli anarcoinsurrezionalisti. Alfano: “Non ci faremo impaurire”
ANSA
La protesta dei No Tav durante la visita del Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi nel cantiere a Chiomonte, 22 Dicembre 2014
23/12/2014
roma
Non nascondono la loro preoccupazione, i vertici del Viminale, per quello che è accaduto a Bologna, lo snodo ferroviario più importante del Paese. Un atto sicuramente di sabotaggio. Che ha fatto dire al ministro Lupi che si tratta di «terrorismo». «Chi si oppone al Tav sappia che non intimidirà lo Stato. Il governo, il Paese non hanno paura- ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano-. L’opera - ha aggiunto riferendosi alla Tav Torino-Lione - sarà completata, come democraticamente è stato deciso. Teniamo sotto controllo la situazione: importanti pm hanno configurato l’ipotesi de terrorismo che non è stata approvata dalla Corte giudicante, ma ciò non fa venire meno la preoccupazione per nuove insorgenze e nuovi tentativi di organizzazione che anziché dalle fabbriche partano da attacchi alle grandi opere e da ambienti dell’antagonismo. Siamo molto attenti e pronti a prendere i responsabili come sempre abbiamo fatto in questi casi».

Terrorismo, sabotaggio, anarcoinsurrezionalismo, brigatismo, antagonismo. Fermarsi a ragionare su quale termine utilizzare fa perdere tempo, a deciderlo saranno i magistrati. Il risultato comunque è quello che conta. È quello che è accaduto a Bologna arriva dopo diversi segnali di attentati di bassa intensità, anzi di nulla in certi casi. È questo ci fa ipotizzare che altri episodi potranno accadere nei prossimi giorni. Al centro di questa “effervescenza”, i lavori della Tav. E questo deve far riflettere. Su come impedire che i lavori vadano avanti e che la tratta della discordia sia realizzata, si sono misurati movimenti radicali, terroristi anarcoinsurrezionalisti. E adesso, le diverse azioni di sabotaggio, sicuramente azioni violente, raccontano di una diversa lunghezza d’onda dei movimenti.

Insomma, la sensazione è che queste azioni dirette nei confronti dell’Alta velocità, prima e dopo la sentenza di Torino che ha condannato gli imputati No Tav, pur non riconoscendo loro l’aggravante del terrorismo, siano figlie di una convergenza tra radicalismo del movimento, a corto oggi di prospettive politiche e di “massa”, e pulsioni eversive di fasce del cosiddetto anarcoinsurrezionalismo.

http://www.lastampa.it/2014/12/23/italia/cronache/alta-velocit-nel-mirino-viminale-in-allarme-5VM93nxATTmgorAEKTPr3H/pagina.html

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