L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 14 dicembre 2014

Siria, mercenari reclutati in 80 paesi per far la guerra ad un Paese Sovrano

"Ve lo ricordate il ministro Terzi con l'Isis? L'Italia ha commesso errori gravissimi sulla Siria". Talal Khrais

Ve lo ricordate il ministro Terzi con l'Isis? L'Italia ha commesso errori gravissimi sulla Siria. Talal Khrais
 
"In Siria è una guerra globale per procura dell'occidente contro Russia, Iran, Hezbollah...".
Intervenendo alla conferenza organizzata da Pandora Tv di Giulietto Chiesa alla Sala del Refrettorio della Biblioteca della Camera dal titolo Global Warning, il corrispondente della tv libanese Al Manar Talal Khrais ricorda come premessa al suo discorso il suo periodo di corrispondente in Italia quando il centro del potere sovrano del paese era detenuto a Roma mentre oggi “le persone non sanno neanche più neanche chi è il ministro degli esteri”, tanto non è influente in nessun modo.
 
Ma perché i politici italiani non parlano mai delle ragioni di questa crisi economica che sta distruggendo il paese? Vedendo da inviato diretto i conflitti di Iraq, Libia, Libano e Siria la risposta è semplice: un paese industriale come l'Italia sta perdendo i suoi clienti, distrutti dalle scelte di politica estera del suo alleato americano. L'Iraq era un paese fondamentale per le esportazioni italiane e l'Italia era il sogno per tutti i libici: ora questi due paesi sono stati annullati completamente.
 
Il giornalista ha poi sottolineato un punto molto interessante sulle primavere arabe. Dove sono avvenute? Laddove vi è una monarchia feudale che non garantisce alcuna possibilità di emancipazione femminile e laddove sono vietati i diritti e le libertà più elementari come l'Arabia Saudita? No sono avvenute in quei paesi che avevano degli eserciti, dei diritti, delle Costituzionie che potevano dire no agli Stati Uniti. Non si tratta di giustificare o difendere i regimi passati che non erano democrazie, ma quei paesi dove si è sviluppata la primavera araba avevano gli strumenti per dire no agli Usa.
 
Chi perde da queste scelte degli Stati Uniti? Sicuramente l'Europa. "Sono inviato di guerra da quattro anni in Siria e sono molto deluso dalla politica italiana e dai miei colleghi italiani di Rai e Mediaset presenti sul terreno. Vedono quello che accade ma non lo riportano e mi dicono: mi dispiace ma il mio editore non l'accetterebbe. Ma allora cosa siete venuti a fare? Gli rispondo”. Il loro lavoro è aspettare come aprono i principali organi di informazione americana e allinearsi a quella posizione.  "Altrimenti direbbero che la guerra in Siria è una nuova guerra fredda generata dall'occidente che non ha voluto cogliere l'occasione della caduta del Muro per la distensione, ma ha lanciato un attacco multipolare che riguarda anche le sanzioni all'Iran e ora alla Russia". La risposta a quest'arroganza è stata la formazione di un gruppo omogeneo che va dalla Cina alla Russia, dall'Iran agli Hezbollah, ha sottolineato Khrais. E l'italia, ricorda  Talal Khrais, ha commesso errori gravissimi: ve lo ricordate che l'Isis era a Roma invitato dal ministro Terzi? Oggi tagliano le gole, mangiano i cuori e l'occidente si inorridisce, ma è “un disastro della politica estera americana”.
 
E poi il giornalista ricorda come nel 2008 i paesi arabi avevano insistito molto in Siria perchè Damasco creasse un gasdotto in grado di trasportare il petrolio del Qatar direttamente in Europa. Ma la Siria è da sempre fedele alla Russia e quando le condizioni poste riguardavano esplicitamente il dover rompere le relazioni con Mosca, alleggerire la posizione verso uno stato palestinese e rompere immediatamente i rapporti con Iran e Hezbollah, la Siria di Assad ha detto no. Da allora si è creato un clima di ostilità, ma non verso le monarchie feudali in cui i cristiani non possono neanche vivere come Qatar o Arabia Saudita, ma in un'Islam più libero e moderno (con tutte le critiche giuste cui si possono fare) come quello di Iran e Siria. Da allora si è deciso di fare una guerra alla Siria, ma lo scenario è unico e comprende anche Libano, Russia, Iran...
 
La Russia come ha agito nella crisi? Ha preteso il cambiamento della Costituzione siriana e Assad l'ha accettato, in particolare l'art. 8 che ha aperto a nuove forze politiche la via del potere. E a questa visione di pace, 80 paesi hanno reagito, mandando terroristi a combattere in Siria. “In 4 anni che sono qui non ho visto un siriano protagonista di un attacco suicida. Sono tutti ceceni, kirgiri...” E' una guerra globale per procura contro Russia, Iran, Hezbollah e anche Siria.
Tanti terroristi esteri inviati in Siria sono una chiara violazione del diritto internazionale. Ma chi è responsabile? E' responsabile chi in Siria sostiene Al-Qaeda, di questo si tratta, e in Ucraina neo-nazisti. Ho intervistato alcuni russi che mi hanno detto che difenderanno Damasco “come fosse Mosca”. E' una guerra globale, conclude Talal Khrais, non solo contro la Siria, ma contro Russia, Iran....
 

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