L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 13 dicembre 2014

Stati Sovrani si sottraggono alla dittatura del dollaro


Tutti abbandonano la barca che affonda (detta "Dollaro")

Dall'inizio di quest'anno sono tanti i paesi che hanno abbandonato il dollaro negli scambi commerciali.
Ecco, ora se ne sono aggiunti altri due.


Gennaro Porcelli 12 dicembre

Lo so, ormai non fa più notizia. Eppure ci tengo a segnalarti che anche Brasile (membro dei BRICS) e Uruguay hanno firmato un accordo interno che prevede l'esclusione del dollaro americano dalla maggior parte degli scambi commerciali, in favore delle valute locali (il Real Brasiliano e il Peso Uruguayano).
Brasile e Uruguay, pertanto* “scaricano” il dollaro americano dalle loro relazioni bilaterali commerciali.
Il Governatore della Banca Centrale Brasiliana, Alexandro Tombini e il suo omologo uruguayano Alberto Grana, ritengono che con questo accordo i due paesi rafforzeranno le relazioni commerciali tra tutti i paesi dell’America Latina. Un passo verso l'”indipendenza monetaria” dal dollaro e dai vecchi meccanismi di regolazione commerciale instaurati dagli USA in America del Sud.
*I nuovi accordi valutari tra Brasile e Uruguay potrebbero essere presto estesi ad altri paesi, come Paraguay, Bolivia e Venezuela.
All’inizio di quest’anno Russia e Cina avevano controfirmato accordi bilaterali per commerciare in Rubli e Yen emarginando il dollaro americano nella bilancia commerciale tra i due paesi. Sembrava una follia, eppure ora sono molti i Paesi che li stanno seguendo nel fuggi-fuggi dalla nave che affonda.
La Cina ha già stipulato accordi commerciali con Australia e Germania per escludere il dollaro all’interno delle rispettive trattative economiche e finanziarie.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, con gli accordi Bretton Woods, il dollaro americano (agganciato all’oro) fungeva da valuta di riserva globale garantendo la stabilità del sistema economico e finanziario.
Ora le cose stanno per cambiare.
La maggior parte delle nazioni intende stabilire accordi di commercio-bilaterale diretti per facilitare la crescita economica reciproca, senza transitare tramite il “dollaro” come valuta “intermediaria” all’interno dei reciproci rapporti commerciali.






Questo processo si sta intensificando anche a causa della sfiducia del sistema economico globale nel dollaro a titolo di valuta di riserva.
È vero, il dollaro americano si è rafforzato contro tutte le valute negli ultimi tre mesi.
Ti invito però a guardare il contorno delle quotazioni, cioè quell'insieme di parametri che ne forzerà il trend in futuro (quali appunto il numero di Paesi che sta abbandonando il dollaro come valuta di scambio, l'ingenete debito statunitense, l'emergere delle economie asiatiche,...).
Se lo farai capirai: per il dollaro non c'è più speranza.

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