L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 9 dicembre 2014

un governo bugiardo


Raddoppio a Ponente, Fs svela (ancora) le contraddizioni di Lupi

FINALE LIGURE - Il Cipe blocca  i lavori per la tratta Andora-Finale Ligure e conferma la versione del senatore Rossi. Un articolo del Secolo XIX di oggi (6 dicembre, ndr) chiarisce il balletto di conferme e smentite che negli ultimi giorni ha ruotato intorno ai lavori per completare il raddoppio ferroviario di Ponente.
Da una parte il senatore Maurizio Rossi (Gruppo Misto/Liguria Civica) e componente della Commissione Lavori pubblici che ha ricordato al ministro Maurizio Lupi le sue promesse e (quindi) responsabilità. Dall’altra parte il titolare del dicastero che ha polemizzato cercando di buttare in caciara senza rispondere direttamente alle domande. In mezzo Michele Elia, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, ‘reo’ di aver detto (semplicemente) la verità sul fatto che il miliardo e mezzo necessario per completare i lavori attesi da decenni non ci sarebbe. Da qui il titolo “Fs, le bugie hanno le gambe corte” sull’articolo firmato da Paolo Crecchi.
L’origine della vicenda, sintetizzando, ha una data precisa:  17 gennaio 2014. Una frana investe l’Intercity 660 che resta in bilico sulla massicciata. Per i passeggeri del treno “solo un miracolo ha evitato una strage”, per i collegamenti con la Francia inizia un lungo periodo di stop. Sono giorni in cui si rivaluta (finalmente) la linea costiera che collega l’Italia all’Europa occidentale. Le istituzioni si risvegliano dal periodo letargico e (ri)scoprono il raddoppio della linea ferroviaria. Necessario: per evitare un altro 17 gennaio, per rendere la zona più facilmente raggiungibile e turisticamente più attrattiva.
In Commissione Lavori Pubblici il senatore Rossi chiede tempi precisi per la conclusione del raddoppio ferroviario. Il Ponente lo attende da decenni ed è fondamentale per il Paese nei collegamenti con la Francia e oltre. Altre voci si sommano a quella del presidente di Liguria Civica. Il ministro Maurizio Lupi va ad Andora, partecipa, si informa, promette. Promette molto. E lo fa anche davanti alle telecamere oltre che in un incontro/intervista organizzato da Liguria Civica. Soldi, tempi, risultati. Il raddoppio ferroviario di Ponente (a parole) sembra già concluso.
Passa il tempo, si sommano le richieste di chiarimenti, si alternano interviste, dichiarazioni e frasi vaghe. Rossi in Commissione Lavori pubblici chiede in forma scritta cose che non otterranno mai una risposta formale da parte di Lupi né dei suoi tecnici. Finché l’11 novembre nel corso dell'audizione di Michele Elia, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, lo stesso svela che "l’ultima tratta non può andare al Cipe" perché manca la copertura finanziaria. Il costo dell’opera da realizzare in un unico lotto, la tratta Andora-Finale Ligure, si aggira intorno al miliardo e mezzo di euro.
Ora che il  ‘re è nudo’ si alza l’ira del ministro. Immediata la replica di Lupi, che subito stigmatizza le risposte di Elia (“Non mi risulti faccia parte del Cipe” oppure “Le Ferrovie pensino a fare funzionare bene i treni locali”. L’ad fa marcia indietro, parla di lotti e cerca una giustificazione nell’evitare sprechi per lavori a macchia di leopardo. Lupi a quel punto si scaglia contro il senatore Rossi, colpevole (forse) di troppe domande e di un marcamento a uomo tipico del calcio d’altri tempi. “Si può procedere per lotti funzionali, chi non sa la differenza la impari” oppure “lascio le polemica strumentali a chi cerca solo voti”, rilancia il titolare del dicastero contro il presidente di Liguria Civica.
Nel secolo della tecnologia e delle registrazioni è facile ricordare le cose che vengono dette. Ormai anche il più elementare degli smartphone o tablet possono lasciare a futura memoria ogni nostro respiro. Ecco che spunta quindi l’esatto valore e peso delle parole di Elia, ed emerge proprio dalla registrazione della seduta dell’11 novembre in Commissione. La fonte è il sito del Senato, con il video riportato poi sul sito di Liguria Civica. Provare per credere, a prova di smentita.
“Noi finiamo i lavori di Andora a giugno 2016, il tratto in costruzione dove purtroppo il ricordo è di quella benedetta locomotiva, no? L'altro tratto, abbiamo il progetto definitivo pronto, è circa 40 milioni di euro che avevamo per progettarlo, questo è fermo al Ministero perché manca il miliardo e mezzo per finanziare l'opera tra Andora e Finale, in quanto quel lavoro lì non lo possiamo neanche spacchettare, in quanto è un'unica galleria con una stazione o due stazioni intermedie. E costa un miliardo e mezzo. Il problema è che non può andare al Cipe, non può essere approvato un progetto già definitivo se non c'è la copertura finanziaria di quest'opera. Questo è tutto”. Elia ha parlato in modo chiaro. Salvo poi ritrattare per motivi che solo lui e la sua coscienza possono conoscere.
Quei soldi non ci sono e (forse) non ci saranno mai. E l’unica smentita che il ministro Maurizio Lupi può fare è proprio su questo campo. Venga in Liguria con un assegno o un mutuo da un miliardo e mezzo. Smentisca coi fatti tutto e tutti. Dia lui stesso la prima picconata per completare i lavori. Sarà lo stesso senatore Rossi, e con lui l’intera Commissione Lavori pubblici accompagnata dai sindaci della zona, il primo a stringergli la mano per dimostrargli che non si tratta di voti ma del futuro di una fetta importante della Liguria.

http://www.primocanale.it/notizie/raddoppio-a-ponente-fs-svela-ancora-il-bluff-di-lupi-149847.html

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