L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 4 febbraio 2015

basta produrre merci solo x i profitti è ora di produrre solo quello che serve

Gli Usa come “Minotauro globale”: la finanza secondo Yanis Varoufakis


Nel giorno in cui Yanis Varoufakis incontra il suo omologo italiano, torna utile una rilettura di un suo testo capitale, “Il Minotauro globale — L’America, le vere origini della crisi e il futuro dell’economia globale”, edito per la prima volta nel 2011 e pubblicato in italiano l’anno seguente da Asterios Editore, piccola ma interessante casa editrice di Trieste. Forse il testo di Varoufakis non diventerà un bestseller globale come “Il capitale nel XXI secolo” di Thomas Piketty, ma “Il Minotauro globale” dell’economista ha sicuramente più di un pregio: ha una solidissima base concettuale, legge gli avvenimenti in una prospettiva illuminante, soprattutto li spiega in un linguaggio comprensibile anche a chi non si occupa di economia.
La metafora fondante del libro, da cui il titolo, è stata elaborata da Varoufakis sin dal 2002 e parte dal mito greco del figlio di Pasifae, moglie di Minosse, e dal toro di Poseidone. Come gli ateniesi ogni anno dovevano inviare inviare sette ragazzi e sette ragazze da offrire in pasto al mostro, così, secondo l’economista e ministro del Finanze del governo greco di Syriza, il mondo ogni giorno finanzia e sostiene l’egemonia statunitense inviando i propri surplus finanziari a Wall Street e consente così all’economia Usa di sostenere l’enorme deficit commerciale con l’estero. Uno scambio che Varoufakis legge nell’ambito del cambiamento di scenario globale deciso dagli Stati Uniti al 15 agosto 1971, con l’abolizione del gold standard. È in quella prospettiva, letta attraverso la lente dell’economista e interpretata in base alle parole dei massimi responsabili dell’ordine economico mondiale, a iniziare da Paul Volcker (illuminante nella citazione di pagina 159), che Varoufakis situa le radici della finanziarizzazione del mondo contemporaneo e le cause stesse della crisi del 2008, come pure le risposte negative che la Merkel diede alle nell’ottobre del 2009 domande di aiuto del Governo greco e che contribuirono a causare l’avvitamento della Grecia nella spirale della recessione.
Il futuro, secondo Varoufakis, dunque qual è? Secondo l’economista, l’abbandono a loro stesse delle “ancelle del Minotauro” (identificate in Wall Street, in Walmart, nella supply side economics ribattezzata “percolazione”), la fine della “bancarottacrazia”, perché ormai il Minotauro è morente e il suo piano in fase di disintegrazione. Non basterà a fermare l’avvitamento, perché «ora che quella belva se n’è andata, il nostro mondo si trova in uno stato di instabilità permanente, di cronica incertezza e in una duratura recessione». Varoufakis non crede nemmeno nel potere crescente della Cina come nuovo Minotauro. Il libro si chiude con la visione di un mondo in squilibrio permanente perché, secondo Varoufakis, «la stabilità del capitalismo globale (e dunque anche di quello regionale) richiede un meccanismo di riciclo delle eccedenze globali, cioé qualcosa che i mercati, per quanto siano globalizzati, liberi e ben funzionanti, non riusciranno mai a fornire».
Yanis Varoufakis, “Il Minotauro Globale. L'America, le vere origini della crisi e il futuro dell'economia globale”
250 pagine, 25 euro
2012 Asterios Editore - prima edizione Zed Books, 2011
Collana “Lo stato del mondo”
Traduzione di Piero Budinich

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-03/gli-usa-come-minotauro-globale-finanza-secondo-yanis-varoufakis-122907.shtml?uuid=ABBE4YoC

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