L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 febbraio 2015

e la mogherini??? se la sono dimenticata??? ... mogherini chi???? (mojtoge)

Ucraina: Merkel e Hollande volano a Mosca. Ma la tregua non è scontata

Angela Merkel, Vladimir Putin e Francois Hollande durante i colloqui a Mosca



A Mosca il vertice tra Merkel, Hollande e Putin

Berlino - I colloqui al Cremlino tra Angela Merkel, Francois Hollande e Vladimir Putin sulla crisi ucraina si sono conclusi dopo cinque ore e sono stati «costruttivi» (fotogallery) . I tre leader hanno concordato di risentirsi telefonicamente domenica, ha spiegato il portavoce del presidente russo, Dmitri Peskov.

I colloqui sono stati «concreti e costruttivi» ha spiegato aggiungendo che al momento i tecnici stanno cercando di definire un documento congiunto sull’attuazione dell’accordo di Minsk per la tregua - mai rispettato - nelle regioni orientali ucraine raggiunto il 5 settembre scorso e riconfermato, inutilmente, il 9 dicembre scorso.

Putin intanto - secondo quanto riporta Marco Zatterin nel blog su La Stampa - avrebbe già pronto un contropiano che prevede nuovi confini per l’Ucraina. «Vuole estendere i termini dell’intesa di Minsk e stabilire un nuovo confine interno all’Ucraina che rifletta la situazione attualmente sul terreno», spiega una fonte diplomatica.

Ieri tappa dei due leader a Kiev
Prima di partire, tuttavia, la Merkel e il presidente francese Francois Hollande avevano manifestato prudenza e scetticismo sulla possibilità di convincere il leader russo ad accettare un piano di cui non si conoscono ancora i dettagli ma che - secondo indiscrezioni di stampa e le indicazioni della stessa Merkel - ha tutta l’aria di essere una rivisitazione degli accordi di Minsk, ripetutamente violati da ambo le parti.

«Possiamo fare - aveva detto la cancelliera prima di salire a bordo dell’aereo - solo ciò che è in nostro potere. Sappiamo che la situazione è completamente aperta, ma non sappiamo se riusciremo ad arrivare ad un cessate il fuoco, se ci arriveremo oggi o se saranno necessarie altre discussioni, non sappiamo se i colloqui di oggi saranno lunghi o brevi. O se saranno gli ultimi colloqui». Con la missione di ieri a Kiev (cinque ore con il presidente Petro Poroshenko) e di oggi a Mosca «noi ci impegniamo a mettere fine al bagno di sangue e a far rivivere gli accordi di Minsk», aveva aggiunto, ricordando che è in ballo «la pace europea» e smentendo le notizie di stampa su possibili concessioni territoriali ai ribelli.

L’integrità territoriale ucraina
Le autorità di Kiev hanno insistito che non accetteranno nessuna formula che metta a rischio l’integrità territoriale e la sovranità del Paese. Anche perché, come ha detto il vicepresidente Usa, il vicepresidente Joe Biden a La Stampa, «non si può consentire a Putin di ridisegnare la mappa dell’Europa». E alla vigilia anche Hollande aveva assicurato il rispetto dell’integrità territoriale ucraina, parlando di un piano «accettabile per tutti» e ammonendo che «i negoziati diplomatici non possono proseguire all’infinito».

Putin l’ha capito, incalzato anche da un Paese messo in ginocchio da sanzioni, crollo del rublo e del prezzo del petrolio. Ma, come un consumato giocatore di scacchi, ha continuato a giocare in attacco facendo una proposta ai due leader europei e offrendo loro la possibilità di sganciarsi da Washington, sempre più incline a soccorrere militarmente l’Ucraina.

Ipotesi armi Usa all’Ucraina
L’Amministrazione Usa decide in queste ore sull’eventuale trasferimento di armi «difensive» all’Ucraina. Sarebbe un altro elemento di forte tensione con Mosca, che ha già fatto sapere che il rafforzamento della presenza della Nato nell’Europa orientale e sul Baltico «altera in modo serio» la situazione politico-militare ai confini e rappresenta un «grande rischio» per la Russia, che «ne terrà conto» nella sua pianificazione militare «al fine di garantire i propri legittimi interessi».

Mosca, inoltre, ha già avvertito che forniture di armi «letali» a Kiev da parte di Washington comporterebbe un «danno colossale» ai rapporti tra Russia e Stati Uniti.

L’Europa «assente»
La crisi è destinata ad approdare anche sul tavolo del vertice Ue di giovedì prossimo 12 febbraio se prima di allora non ci sarà una svolta. Lo rilevano fonti Ue. «Molto dipende dall’esito della missione Merkel-Hollande», si sottolinea a Bruxelles dove si rileva anche che i due leader hanno agito senza un coordinamento preventivo con le altre capitali europee.

Kiev: «60 separatisti uccisi al fronte»
In un quadro di così crescente tensione, con almeno altri sessanta separatisti uccisi nelle ultime 24 ore dai governativi, l’unica buona notizia consiste nell’apertura di un corridoio umanitario a Debaltsevo, lo strategico nodo ferroviario situato a metà strada tra Donetsk e Lugansk, dove si combatte da tre settimane: un convoglio di pullman ha così potuto evacuare i civili rimasti intrappolati in città.





commento
Gli Europei se fossero un poco intelligenti dovrebbero mandare in quel paese Obama e tutti gli Americani. Sono loro il nostro vero nemico,grazie alla loro politica espansionistica­, unita alla loro stupidità sono riusciti a fare arrivare i terroristi islamici alle porte dell'Europa ed ora pretenderebbero anche che facessimo guerra alla Russia, facendoc­i massacrare dai missili russi. E' ora che l'Europa cominci a ragionare con la propria testa ed a pensare ai propri interessi che sono al'opposto di

leonardo
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2015/02/06/AR73aVRD-ucraina_scontata_hollande.shtml

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