L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 febbraio 2015

ebrei anche bugiardi

Spy Cables, prime rivelazioni sul nucleare in Iran

 Risultati immagini per ebrei contro i palestinesi
Nell’ottobre 2012, il Mossad riteneva che l’Iran non stesse eseguendo alcuna attività necessaria al fine di produrre armi nucleari. Un disaccordo con il premier israeliano Netanyahu
Non si fanno attendere, e non lasciano delusi, le prime rivelazioni connesse agli Spy Cables dell’Al Jazeera’s Investigative Unit, un’ampia mole di informazioni e analisi dei servizi segreti mondiali che il media arabo ha deciso di rivelare al pubblico internazionale, con il supporto del Guardian.
Secondo quanto scrivono infatti entrambe le testate, che citano un dispaccio segreto ottenuto dall’unità investigativa del media arabo, nell’ottobre 2012 il Mossad riteneva che l’Iran non stesse “eseguendo alcuna attività necessaria al fine di produrre armi”. Il riferimento è al nucleare e la precisazione del famoso servizio segreto pare in netto contrasto con quanto il mese prima era stato dichiarato dal primo ministro Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale delle Nazioni unite, laddove si era affermato che i piani per costruire un’arma nucleare erano in Iran al 70% di un progetto articolato in due fasi. Secondo il leader israeliano, nella primavera successiva, o al massimo in estate, l’Iran sarebbe quindi passata allo stadio due.
Secondo il Mossad invece, in un dispaccio top secret inviato ai servizi in Sud Africa, gli scienziati della Repubblica islamica erano all’opera “per colmare lacune in settori come i reattori di arricchimento”. Un contrasto, quello tra il primo ministro e i servizi, sugli allarmi in ottica Iran non nuovo in ambito israeliano e che aveva visto scendere in campo anche nel 2012 anche l’ex capo del Mossad Meir Dagan, secondo cui c’era una stima in eccesso dei pericoli connessi al nucleare iraniano con una conseguente, e dannosa, propensione al conflitto tra i due paesi.
Ancora nell’ottobre 2012, secondo il Mossad, l’Iran era in possesso di cento chili di uranio arricchito al livello del 20%. Un deposito destinato a crescere l’anno seguente ma in seguito fu raggiunto un accordo per smantellare e neutralizzare il materiale a seguito di un accordo con Usa, Gran Bretagna, Russia, Francia, Germania e Cina, ovvero il gruppo P5+1. A tutt’oggi una bozza d’accordo sul nuclere sarebbe in lavorazione al fine di raggiungere, tra i paesi, un accordo preliminare a fine marzo e uno generale a fine giugno.
Le rivelazioni degli Spy Cables sembrano arrivare in un momento abbastanza delicato per il primo ministro israeliano, atteso in America a marzo per una visita in cui parlerà anche al Congresso ma non sarà ricevuto dal presidente Obama.

http://www.wired.it/attualita/politica/2015/02/24/spy-cables-nucleare-iran/

Nessun commento:

Posta un commento