L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 febbraio 2015

Ebrei si saldano con i salafiti, terroristi dell'Isis e della Rivoluzione a Pagamento contro il nemico, la Persia


Atomica iraniana. Le bugie di Netanyahu

Atomica iraniana. Le bugie di Netanyahu Nell'ottobre del 2012 il Mossad concluse che l'Iran "non stava svolgendo l'attività necessaria per la produzione di armi nucleari". E' quanto rivela uno dei documenti segreti del dossier Spycables rilanciati da al Jazeera e Guardian. La documentazione che le due testate si apprestano a pubblicare coprono un periodo che va dal 2006 al 2014 e comprendono dettagli di incontri e analisi interne scritte dai servizi segreti sudafricani ma anche la corrispondenza esistente con le agenzie d'intelligence di molti Paesi occidentali. Il documento sull’atomica iraniana ricorda che solo un mese prima del documento del Mossad, il premier Benyamin Netanyahu  aveva denunciato con clamore e allarmismo che all'Iran mancava solo un anno dal fabbricare un'arma nucleare. Una affermazione che, alla luce di questo documento, sembra essere smentita dai suoi stessi servizi segreti. Infatti, l'ex capo del Mossad Meir Dagan  già nel 2010 aveva accennato a contrasti con Netanyahu, avvertendo del rischio di sovrastimare il rischio posto dall'Iran, che avrebbe potuto avvicinare una guerra con Teheran. Alla Knesset Dagan aveva spiegato che Teheran non si sarebbe dotata della bomba atomica prima del 2014. Un’analisi ottimista che non era piaciuta ad altri settori ell’intelligence israeliana, e nemmeno al primo ministro Benjamin Netanyahu. I contrasti portarono alle improvvise dimissioni dello stesso Dagan. Ma l’affaire dell’atomica iraniana, continua a entrare ed uscire dai principali dossier dell’agenda internazionale. Basta pensare che il Segretario di Stato Usa, John Kerry, lo scorso 8 aprile 2014 davanti al Comitato per le Foreign Relations del Senato, aveva affermato che tempo due mesi “l’Iran avrà abbastanza uranio arricchito per fabbricarsi la “bomba”. Siamo a febbraio 2015, quasi un anno dopo, e questa affermazione non è stata confermata da nessuno, né dagli interessati né dai loro nemici. Intanto i colloqui con le potenze mondiali del gruppo 5+1 sul  programma nucleare iraniano “avrebbero fatto progressi, ma resta ancora molto da fare prima di un'intesa finale” è quanto afferma il ministro degli Esteri di Teheran Mohammad Javad Zarif dopo aver incontrato a Ginevra il collega Usa John Kerry. "Sono stati fatti alcuni progressi su varie questioni, ma la strada è ancora lunga prima di un'intesa finale" ha detto Zarif, secondo quanto riferito dai media iraniani.

http://contropiano.org/internazionale/item/29322-atomica-iraniana-le-bugie-di-netanyahu

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