L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 febbraio 2015

Governo se ci sei batti un colpo, cediamo le nostre capacità le competenze per un piatto di lenticchie

Finmeccanica e Airbus discutono di ATR e MBDA

di Redazione
6 febbraio 2015

 

Airbus intende prendere il controllo del consorzio europeo della missilistica Mbda acquisendo da Finmeccanica la quota italiana, pari al 25% e del valore stimato in 700 milioni di euro. Lo scriveva il 2 febbraio il Sunday Times, dopo i rumors di Borsa indicavano come possibile una revisione più ampia degli equilibri nelle joint ventures partecipate da Finmeccanica e Airbus, Mbda nel settore missilistica e Atr nell’aeronautica.
Il Sunday Times ha titolato “Airbus si azzuffa con Bae sui missili”, perché l’eventuale uscita degli italiani dal consorzio e la cessione della quota di Finmeccanica ad Airbus metterebbe il terzo socio, la britannica Bae “di fronte al dilemma di accettare di diventare un giocatore di minoranza o di vendere a sua volta la quota ad Airbus”. Oggi gli italiani hanno il 25%, francesi e inglesi una quota paritetica del 37,5 per cento. Circa le ipotesi di scalata di Finmeccanica ad ATR il ceo di Airbus Group, Tom Enders, l’aveva definita a inizio febbraio «un discorso teorico, perché al momento nessuno ci ha contattati su questo tema».
Sulla questione è intervenuto il 4 febbraio l’ad di Finmeccanica, Mauro Moretti,che nella sua audizione presso la Commissione Attività produttive della Camera ha detto che “sarebbe bello poter controllare Atr” ma per una scelta “bisogna vedere prima come si stabilizzano i mercati del petrolio e delle valute” perchè sul mercato perde peso la produzione di un tipo di aerei, quelli di Atr, che hanno il loro “vantaggio competitivo nel risparmio di carburante”.
E’ un dossier “al momento congelato”. La contropartita con Airbus di una uscita dei francesi da Atr potrebbe essere una uscita di Finmeccanica da Mbda, una sorta di “scambio” che alcuni analisti avevano indicato nei giorni scorsi come probabile: i questo settore, quello dei missili per la Difesa “dipendiamo – ha indicato Moretti – dalle decisioni dei governi” sull’acquisto di armamenti. “La nostra posizione si sta atrofizzando. Verificheremo se c’è un piano di spesa in questo settore, altrimenti cosa facciamo? Sto aspettando di vedere la domanda – ha detto -: anche questa è una decisione sospesa”.
Nelle ultime settimane la Borsa ha premiato il titolo Finmeccanica con un +25,27% . All’arrivo di Moretti, il 15 maggio del 2014, il titolo era quotato 5,2 euro contro gli attuali 9,7 euro.

http://www.analisidifesa.it/2015/02/finmeccanica-e-airbus-discutono-di-atr-e-mbda/ 


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