L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 febbraio 2015

ideologia Gender, colonizzazione della mente dei bimbi

Gli ingegneri del gender per omologare i nostri figli e togliergli l'identità

Una lingua stuprata per l'omogenenizzazione, un pensiero unico che elimini le differenze. Come nella distopia orwelliana

di Gianfranco de Turris

ell’aprire i lavori del Consiglio Permanente della CEI, il 25 gennaio, il presidente cardinale Bagnasco si è chiesto se “i libri ispirati alla teoria del gender sono veramente scomparsi dalle scuole italiane” ed ha denunciato “la colonizzazione della mente dei bimbi” come un tempo facevano le dittature del Novecento. Non sapremmo cosa rispondere. In teoria sì, dopo gli interventi di esponenti del governo Renzi (compresa il ministro Giannini) dopo che erano stati invece promossi e avallati dai governi Monti e Letta, ma poi in pratica in questo benedetto Paese non si sa mai nulla con certezza e tutti fanno come meglio loro pare, intanto nessuno controlla sul serio e interviene mai….

Una cosa sappiamo, però:una volta o l’altra potrebbero benissimo esserci e non solo dalle elementari ma su su fino ai licei e alle università. L’offensiva di chi vorrebbe imporre dall’alto un totale capovolgimento della realtà in nome di un progetto, che non si può altro che definire maligno, non si è fermata. Infatti, passerà alla storia di questo vero e proprio complotto internazionale una onorevole del PD, il partito del presidente del consiglio, tale Valeria Fedeli, senatrice, che ha presentato un disegno di legge che prevede un finanziamento di ben 200 milioni di euro per adottare nelle scuole italiane un programma che abbia lo scopo di “eliminare stereotipi, pregiudizi, costumi, tradizioni e altre pratiche socioculturali fondate sulla impropria ‘identità costretta’ in ruoli già definiti alle persone in base al sesso al sesso di appartenenza”.

Insomma, un vero e proprio programma di rieducazione all’”ideologia gender” come lo ha definito giustamente Marcello Veneziani (Il Giornale, 24 gennaio). Peggio: un vero e proprio lavaggio del cervello di maschi e femmine sin dalla più tenera età, quando i bambini sono più ingenui e condizionabili.

Nella Russia caduta in mano del bolscevismo esistevano quelli che venero definiti gli “ingegneri dell’anima” che operavano per modificare nel profondo le caratteristiche delle persone e, sconvolgendo i valori acquisiti, trasformarle in perfetti comunisti sul piano intellettuale, morale, ideologico, politico. Non ci riuscirono completamente nonostante 70 anni di dittatura. La senatrice piddina si pone come capofila di una nuova schiatta di dittatori occulti, gli “ingegneri del gender”, che vogliono migliorare e modificare quel che la Natura ha realizzato nei millenni facendo di un maschio un maschio e di una femmina una femmina (il che non vuol dire che non esistano gradi di sessuazio0ne intermedia). Ma per la “ideologia gender” tutto è assolutamente relativo: il genere sessuale non ce lo dà la Natura ma la Società, quindi, in base a ciò, l’orientamento sessuale è plasmabile sin dal piccolissimi.

La Fedeli non è un personaggio qualsiasi, ignota ai più sino a che era segretario dei tessili CGIL, è diventata dopo le politiche del 2013 vicepresidente vicario del Senato ed è così assurta a notorietà mediatica sostituendo Pietro Grasso quando questi ha assunto la carica di supplente dal momento delle dimissioni di Napolitano alla elezione del suo successore Sergio Mattarella i31 gennio. Un ddl quindi che potrebbe avere anche le chances per diventare una legge con tutti i crismi ed imporre che ci siano lezioni di “parità di sesso”, che non si adottino più libri in cui le bambine cucinano o cuciono (ma forse non ha mai visto in TV Masterchef), in cui magari, come già accaduto in Gran Bretagna e Germania, i grembiulini negli asili non siano più azzurri e rosa (troppo identitari!) e dove i giocattoli non sia diversi fra maschietti e femminucce ma tutti uguali, in cui le favole classiche siano modificate e quelle di oggi aperte alla omosessualità, al lesbismo, alla transessualità In cui insomma vengano eliminati dall’origine quelli che vengono definiti, appunto, gli stereotipi. Tutto ciò naturalmente coperto con la foglia di fico dell’evitare la violenza contro le donne, visto che la nuova legge che condanna il cosiddetto “femminicidio” presentata come risolutiva no ha – e tutti lo sapevano meno che il corifeo dei promotori bipartisan - fatto diminuire le uccisioni di donne… Le quali fanno la loro parte con attentati all’acido e bullismo fra ragazzine, ma nessuno lancia grida di allarme o si straccia le vesti o ne fa un caso nazionale.

L’”ideologia gender”, quindi, continua a fare passi avanti sulle gambe del PD e con la complicità del conformismo e della paura di ministri, sottosegretari, provveditorati agli studi, presidi, dirigenti scolastici, quelli stessi che si preoccupano di “non offendere gli islamici”... Un atteggiamento autoritario, che emana direttive, che prevede punizioni, che condanna moralmente e magari anche professionalmente e penalmente chi non è d’accordo, specie se impiegato pubblico.

Tutto ciò si aggiunge alla proposta di modificare grammatica e sintassi, le parole e i termini, per poi sbagliare anche. Si veda la signora Valenti che in una intervista a Repubblica confonde “governante” con “governatrice” per poter dire che i bambini pensano solo alle colf e non invece a “una donna presidente di regione”. E così si dice tutto.

La notizia di questo disegno di legge è stata onsiderata talmente grave da aver indotto alcune associazioni ad acquistare intere pagine sui quotidiani per denunciarla e gettare l’allarme sul tentativo di imporre in Italia la “ideologia gender” con l’avallo delle lobby politiche e sessuali, ed a lanciare una petizione al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e al ministro dell’Istruzione che si può firmare su www.notizieprovita.it.




http://www.totalita.it/articolo.asp?articolo=6624&categoria=6&sezione=1

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