L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 febbraio 2015

Il popolo greco lotta per la sua sopravvivenza e Tsipras?

Grecia, comunque andrà sarà molto dura

Dopo una trattativa tesa, durata diverse ore, Tsipras e Varoufakis da una parte e i rappresentanti dell’Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della BCE dall'altra, sono inciampati in...

Pubblicato il in Finanza
(Teleborsa) - Dopo una trattativa tesa, durata diverse ore, Tsipras e Varoufakis da una parte e i rappresentanti dell’Unione Europea, del Fondo Monetario Internazionale e della BCE dall'altra, sono inciampati in un inattesa bozza d’accordo che, almeno in linea di principio, potrebbe sostenere quattro mesi di proroga del programma di finanziamenti esterni tesi per evitare la bancarotta di Atene.

I mercati finanziari hanno celebrato l’evento e non ci è voluto molto tempo affinché alcuni grossi operatori dichiarassero pubblicamente la vittoria.

A leggere bene le carte, però, piuttosto che di una svolta decisiva, l’accordo di venerdì è stata un piccolo passo in un complicato processo che deve mettere a posto i cocci di una frattura tra la Grecia e i creditori ufficiali del paese ellenico, perché l'approvazione dell’accordo è solo una delle sfide che la Grecia deve affrontare prima di ripristinare in modo sostenibile i suoi rapporti con i partner europei e consolidare la propria appartenenza all'unione valutaria.

Una volta che la Grecia avrà superato l’ostacolo odierno, l'accordo sarà oggetto di approvazione da parte dei parlamenti dei diversi stati membri della zona euro. Queste discussioni politiche saranno sicuramente vivaci, tanto da formare opinioni contrastanti sulla strada da percorrere.

In alcuni parlamenti, in particolare quelli di Germania e Finlandia, la principale preoccupazione sarà se ancora una volta la zona euro ha ceduto alle pressioni dalla Grecia. In altri paesi, in particolare la Grecia, la preoccupazione è che qualsiasi accordo sarà poco più che un riconfezionamento delle condizioni di austerità che hanno fin qui schiacciato economicamente il popolo ellenico.

C'è molto in gioco, perché un rifiuto anche di uno solo dei parlamenti nazionali potrebbero far deragliare l'accordo a livello europeo. Le prospettive difficili per i dibattiti parlamentari riflettono un più ampio deficit di fiducia, che è stato manifestato dai recenti scontri tra i funzionari tedeschi e greci, che si sono scambiati accuse reciproche.

Questa erosione di fiducia impedisce la convergenza di opinioni sul passato e sul presente, condizione importantissima per una visione comune per il futuro. Ed è particolarmente dannosa quando si tratta di trovare un metodo operativo che, per necessità, si basa proprio sulla reciproche promesse.

L’accordo di venerdì è una condizione tutt'altro che sufficiente. I suoi vincoli, sul mantenimento del flusso di finanziamenti pubblici europei alla Grecia in attesa di un accordo globale sul complicato e controverso remix di austerità, riforme strutturali e la riduzione del debito, è importante ma si tratta solo un primo passo.

Per adesso abbiamo assistito ad un gioco delle parti, degno delle grandi tragedie greche del passato. Le sfide più grandi, per risolvere la crisi greca, arriveranno più avanti. 
 

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