L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 22 febbraio 2015

il rinvio delle decisioni palesa l'incomunicabilità tra le parti

Euro crisis posted by

GRECIA: NON È L’INIZIO DELLA SOLUZIONE, MA UN RINVIO A QUATTRO MESI

gpg02 - Copy (341) - Copy - Copy - Copy


Come temevamo, ha prevalso il mantenimento dell’attuale stato di cose e il nuovo governo greco non ha ottenuto niente di buono per il proprio Paese: uscire dell’euro con la concertazione di chi ci resta avrebbe posto le basi di una ripresa in Grecia con aumento della domanda interna e delle esportazioni (turismo compreso)
Lasciare l’euro per tornare alla valuta nazionale non costitusce una umiliazione, ma è un grosso privilegio che va meritato gestendo la nuova moneta in modo assennato, cioè per lo sviluppo interno e non per improbabili avventure.

Il rinvio non consente ai Greci di accumulare risorse per pagare i creditori europei se non mantenendo o, addirittura, accrescendo l’avanzo primario: meno servizi pubblici e più tasse.
Unica via di salvezza, l’economia sommersa: se essa si veicolasse attraverso una moneta locale popolare per vendere beni e servizi all’estero in euro probabilmente sarebbe una valvola di sfogo all’inevitabile esplosione sociale.

Accordi più sostenibili per i Greci avrebbero protetto l’Europa che c’è sempre meno come la crisi ucraina dimostra; invece essa si sta sempre più dimostrando una mera espressione geografica dove la Germania la fa da padrona senza alcuna prospettiva strategica che vada oltre i suoi miserabili interessi di bottega.
La Francia non sta a guardare, ma dovrà decidersi: o sotto la Germania e, allora,  per l’Italia si metterebbe molto male in mancanza di alternative geopolitiche (esistenti, beninteso, ma da esplorare); o prendendo distanze da essa e, allora, per l’Italia sarebbe un’occasione molto importante.

Nino Galloni
http://scenarieconomici.it/grecia-non-linizio-soluzione-rinvio-mesi-nino-galloni/

Nessun commento:

Posta un commento