L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 21 febbraio 2015

La Consorteria veneta del Pd ha preso soldi tanti soldi pubblici ma sfuggono alle responsabilità penali

Chiuse le indagini sul Mose: "Come Tangentopoli, ma dieci volte di più"

Il procuratore Nordio auspica il processo per gli indagati: "L'opinione pubblica deve essere informata. E' certo che il Consorzio Venezia Nuova ha illegalmente finanziato le forze politiche"

Alla fine è stato messo un punto. Si sono concluse le indagini sul cosiddetto "scandalo Mose" che dai primi di maggio dell'anno scorso terremotò la laguna con l'arresto, tra gli altri, dell'ex assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso, dell'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni e, dopo il nulla osta del Parlamento, anche dell'ex presidente del Veneto Giancarlo Galan. Dopodiché tutto è cambiato: è caduta la Giunta di centro-sinistra a Ca' Farsetti ed è arrivata una pioggia di patteggiamenti.
Venerdì è arrivata la richiesta di chiusura indagini nei confronti di quanti hanno deciso invece di andare a dibattimento. Se il giudice lo riterrà opportuno, dunque, a breve potrebbe aprirsi il processo per finanziamento illecito ai partiti nei confronti dell'ex primo cittadino Orsoni, oltre che per l'ex Magistrato alle acque Maria Giovanna Piva. Naturalmente a sperare questo c'è anche il procuratore aggiunto Carlo Nordio, che ha coordinato il pool di magistrati che ha negli anni scoperchiato il calderone: "Auspico che si arrivi ad un dibattimento perché l'opinione pubblica ha diritto di essere informata attraverso il contradditorio pubblico su come sono andate le cose - ha dichiarato - Come cittadino c'è un giudizio di grande amarezza perché si sono ripetute le cose di 20 anni fa moltiplicate per 10, amarezza aumentata dal fatto che oltre alle forze politiche in questo caso sono state finanziate illegalmente dei personaggi che rappresentavano delle istituzioni di controllo come la guardia di finanza, il Magistrato alle acque e la magistratura contabile".
Le aule del Tribunale potrebbero aprirsi per dieci persone, dopo che più di venti indagati hanno preferito patteggiare la pena (compresi Galan e Chisso). A preoccupare Nordio, però, e non è la prima volta che lo sottolinea, è il fatto che ancora in Italia è il sistema legislativo ad "aiutare" chi intende corrompere. A più riprese il procuratore aggiunto ha chiesto una semplificazione normativa sul modello del Nord Europa. Solo così, secondo lui, il problema potrà essere risolto alla base, altrimenti rimane il pericolo di ulteriori scandali. Nordio si è espresso anche sulle richieste di archiviazione nei confronti dei due parlamentari Pd, Michele Mognato e Davide Zoggia: "Risulta al di là di ogni ragionevole dubbio che il Consorzio Venezia Nuova ha illegalmente finanziato queste forze politiche - ha affermato al Tgr Veneto - naturalmente il principio della personalità della responsabilità penale non consente di incriminare una persona solo perché apparteneva a un partito che è stato illegalmente finanziato".

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