L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 febbraio 2015

l'Islam è giustizia e misericordia

 
mondo giuristi musulmani: 
la decapitazione è sadismo contro principi dell'islam
 
02 febbraio 2015la decapitazione non è una pratica dell'islam. e' quanto afferma un rapporto della dar al-ifta egiziana, l'istituzione preposta ad emettere sentenze a carattere religioso nel paese, che in questo modo nega la legittimità di una fatwa emessa dall'organizzazione dello 'stato islamico' secondo cui "lo sgozzamento è un antico precetto islamico". la decapitazione, si legge nel rapporto, è una pratica documentata nella storia di tutti i popoli, anche presso gli arabi dell'epoca preislamica, ma "dopo l'avvento dell'islam non c'è riscontro del fatto che il profeta maometto abbia mai fatto ricorso ad essa". non solo, ma nemmeno "i testi giuridici islamici" nel parlano. tra le cause che spingono l'isis a commettere "simili atrocità", il rapporto cita in particolare il "sadismo" che caratterizza i miliziani dell'organizzazione, che provano piacere nella visione del sangue e nel suscitare terrore tanto nei propri nemici quanto nelle popolazioni che intendono soggiogare. se l'isis sostiene le sue posizioni citando diversi hadith, ossia i fatti attribuiti al profeta maometto, tuttavia la sua interpretazione degli stessi è "errata e contraria ai principi delle fonti", così come il trattamento riservato ai prigionieri non è conforme agli insegnamenti dell'islam, basati su giustizia e misericordia. di conseguenza, "il modo in cui lo 'stato islamico' uccide i suoi oppositori non ha nulla a che fare con l'islam, che stabilisce delle regole in caso di combattimento o su come trattare prigionieri, feriti, civili e nemici di guerra", così come "vieta di esporre i cadaveri". atti del genere rivelano piuttosto "menti malate e criminali, cuori induriti che hanno adottato la ferocia come strumento per realizzare i propri scopi".
 

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