L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 febbraio 2015

ma quando si ha un governo cosí palesemente bugiardo come possiamo reagire noi cittadini?

Responsabilità civile, Orlando: la legge non è contro i magistrati. Legnini: ignorato l'allarme del Csm

Responsabilità civile, Orlando: la legge non è contro i magistrati. Legnini: ignorato l'allarme del Csm


"Chi si aspetta che i giudici siano condannati ogni due per tre resterà deluso. Chi pensa che si possano rimettere in discussione dei giudicati resterà deluso". Con queste parole il ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) difende, in una intervista a Repubblica, la legge sulla responsabilità civile dei giudici, che a suo giudizio "chiude una guerra ventennale". A danno dei magistrati? "Assolutamente no", avverte il guardasigilli, secondo il quale "il segnale più forte sta nel dar loro poteri più stringenti come l`autoriciclaggio, le norme contro la corruzione, portate avanti con determinazione assoluta".
Orlando si dice "dispiaciuto per gli argomenti usati" nelle proteste della magistratura associata, "quel parlare di 'volontà punitiva', anche perché loro conoscono bene l`iter testo. Hanno visto l`intervento del governo per correggere il ddl Buemi al senato e la legge Comunitaria alla camera, dove c`erano forme di responsabilità invasive e lesive dell`autonomia e indipendenza della magistratura. Non me lo aspettavo, perché il testo è passato al Senato con una larghissima maggioranza, per giunta non 'nazarenica', visto che Fi era critica e M5s a favore. Ho incontrato tutte le componenti dell`Anm, ci hanno segnalato i punti critici, ho speso l'impegno del governo per garantire nella relazione una nota chiarificatrice sul 'travisamento del fatto e delle prove'".

Legnini, ignorate le preoccupazioni del Csm
Il Csm "ha espresso il suo parere sulla riforma della responsabilità civile nello scorso ottobre: se un organo di rilievo costituzionale esprime un'opinione da un punto di vista meditato, senza posizioni corporative, dando un giudizio adeguato delle norme perché non viene preso in considerazione?". A parlare è  il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, intervenuto a un convegno a piazzale Clodio. Sulla nuova legge, osserva Legnini, "c'è stato qualche tono eccessivo, ma le preoccupazioni sono serie. C'è o no il rischio che fare causa ai magistrati diventi uno sport nazionale? E' possibile che non si trovi il modo per arginare questo pericolo che rischia di vanificare tutti gli sforzi in atto per rendere più efficiente la macchina della giustizia?". Legnini torna anche sul problema delle oltre 500 nomine che il Csm si troverà a dover fare quest'anno, per coprire i posti che saranno lasciati vacanti per effetto della riduzione dell'età pensionabile dei magistrati: "Nessuna chiusura corporativa”, sottolinea, “in gioco c'è la tenuta del sistema. E' inutile fare riforme per ridurre i tempi della giustizia se poi una nuova norma come questa viene attuata in maniera frettolosa e sbagliata".

http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201502270945188715&chkAgenzie=ITALIAOGGI 

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