L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 febbraio 2015

No, adesso abbiamo bisogno di Dio

"Una guerra civile è possibile"

Lo scrittore francese Houellebecq rilascia un'altra provocatoria intervista: "In Francia si è fallito nel fermare il Front National"
 
BERLINO - "Una guerra civile è possibile". Lo scrittore francese Michel Houellebecq torna sulle sue tesi in un'intervista allo Spiegel in uscita domani, con un'analisi preoccupata del sistema politico del suo Paese.
"Da 40 anni i partiti consolidati, i media e i promotori culturali cercano di fermare l'avanzata del Front National. E hanno fallito", dice. "Una guerra civile è possibile", continua, se François Hollande sarà rieletto alla presidenza nel 2017.
Lo scrittore rileva che nonostante i tentativi di limitare l'ascesa di Marine Le Pen, la società si sposta invece sempre più a destra. "Così si approfondisce la frattura fra il popolo e l'élite politica e mediatica, che parlano in suo nome", spiega.
Per l'autore di "Sottomissione", il ciclo storico iniziato con la Rivoluzione francese è finito. "Il modello repubblicano con le sue libertà e i suoi ideali di uguaglianza si sta frantumando. L'illuminismo è alla fine. L'umanesimo è morto. Il laicismo inventato oltre cento anni fa da politici che vedono il futuro nell'ateismo, è morto. La Repubblica è morta". "Mi piacerebbe credere in Dio, ma spesso non mi riesce", ha concluso.

http://www.cdt.ch/mondo/politica/126054/una-guerra-civile-e-possibile.html

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