L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 5 febbraio 2015

Quanto potrà resistere la Danimarca imbarcando valuta straniera?

Danimarca: interventi record per difesa a oltranza di aggancio corona-euro - FOCUS


Banca centrale ha speso 14,3 mld a gennaio su mercato cambi (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 03 feb - La Danimarca vuole difendere a oltranza l'aggancio della corona all'euro. Costi quel che costi. E, guardando ai dati diffusi oggi dalla Banca Centrale danese, costa tantissimo. Nel mese di gennaio l'Istituto ha speso 106,3 miliardi di corone (14,3 miliardi di euro), pari a quasi il 6% del Pil del Paese, per acquistare valute estere, portando le sue riserve in divisa a 564 miliardi di corone. La Danimarca e' rimasta il solo Paese in Europa ad agganciare la propria valuta all'euro, dopo la 'diserzione' della Svizzera che il 15 gennaio ha deciso di sganciare il franco dalla valuta europea, a fronte dei costi della difesa, provocando un'impennata della propria divisa. La Danmarks Nationalbank ha del resto il pieno sostegno del Governo. "Ho pienamente fiducia nella Banca centrale sul mantenimento del tasso di cambio fisso. Non ho alcun dubbio su questo", ha detto la premier Helle Thorning-Schmidt al Parlamento, in base a quanto riportato dalla tv pubblica Dr. La Danimarca ha introdotto nel 1982 una politica di stabilita' dei cambi rispetto alle principali valute e dalla creazione dell'euro autorizza la fluttuazione della corona di un massimo del 2,5% attorno al valore di riferimento fissato a 7,46 corone per un euro. Dall'inizio dell'anno tuttavia le turbolenza sul mercato dei cambi hanno obbligato il Paese a prendere drastiche misure per evitare di uscire dalla banda di oscillazione, seguendo l'euro nella sua flessione. La Banca centrale ha abbassato i tassi per tre volte tra il 19 e il 29 gennaio, spingendo il tasso di remunerazione dei depositi delle banche a -0,50%. Gli interventi sui mercati dei cambi realizzati dalla Banca centrale "battono tutti i record" per la Danimarca, afferma Peter Bojsen Jakobsen, economista della Sydbank, sottolineando che la loro magnitudo mostra la motivazione delle autorita' monetarie danesi. "Pensiamo che la politica del tasso di cambio fisso sopravvivra' alle attuali perturbazioni, come in passato e' riuscito a sopravvivere alle crisi finanziarie e allo scoppio" delle varie bolle sui mercati, aggiunge l'analista. Per l'economia danese e per i danesi in generale la politica monetaria della Banca centrale si e' tradotta in tassi di interesse a livelli bassissimi. La maggiore banca del Paese, la Danske Bank, ad esempio offre mutui immobiliari all'1,5% su 20 anni.

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/radiocor/prima-pagina/dettaglio/nRC_03022015_1827_551120190.html

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