L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 febbraio 2015

Questo è il secondo segnale che l'economia non va: trasporti ed utili


Altro che ripresa, "Usa vicini alla recessione"

Ne è convinto Albert Edwards, strategist di SocGen, che, dopo l'ultima tornata di utili societari, anticipa reazioni violente del mercato.
L'andamento degli utili Usa dal 1986 a oggi
L'andamento degli utili Usa dal 1986 a oggi
NEW YORK (WSI) - La ripresa americana? Una truffa. Non usa mezzi termini, Albert Edwards, strategist di Societé Generale noto per il suo pessimismo cronico, in un report odierno in cui vengono definite le prospettive dell’economia americana decisamente grigie. Secondo l’esperto la situazione è talmente compromessa, che non sono escluse "violente" reazioni del mercato nella seconda metà dell’anno.

Edwards invita a guardare i dati sugli utili: "La flessione dei profitti degli Stati Uniti sta accelerando e non è solo un fenomeno legato al petrolio o al dollaro. Senza considerare che ci sono numerosi dati macro che hanno deluso le attese nel mese di febbraio". Per l'esperto della banca francese, un andamento debole degli utili come quello attuale è normalmente associato a una vera e propria recessione.

Un’ulteriore dimostrazione che le cose non stanno andando nel verso giusto arriva dalle parole del presidente della Fed, Janet Yellen, di fronte al Congresso. Due giorni fa, Yellen ha affermato che banca centrale potrebbe essere paziente nel suo obiettivo di normalizzare i tassi di interesse di riferimento. Tali dichiarazioni hanno spinto gli analisti a posticipare le loro stime sul prossimo rialzo dei tassi negli Stati Uniti da giugno a settembre se non anche più tardi.

Tale situazione rischia di avere effetti sulla Borsa Usa che, nel frattempo, si muove sui massimi storici. Secondo la media degli esperti sentiti da Cnbc, lo S & P 500 chiuderà l'anno a 2185 punti in pratica sullo stesso con cui ha iniziato il 2015. (mt)

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