L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 27 febbraio 2015

Renzi, il presidente del consiglio è un asino in diritto Costituzionale

“Associazione a delinquere contro la Costituzione”, Mattarella intervenga

Senato - Fiducia governo Renzi

“I decreti di questo governo sono stati, sono e saranno una truffa. Può un Presidente del Consiglio stracciare in pubblico la Costituzione, senza che questo abbia conseguenze formali e sostanziali? No e poi no. Siamo decisi ad andare fino in fondo, in tutte le sedi democratiche e giuridiche”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“L’affermazione di Matteo Renzi, pronunciata ieri in Francia è questa: “Saremo in grado di fare qualche decreto in meno se le opposizioni faranno qualche atto di ostruzionismo in meno. Se le opposizioni in tutti i passaggi della vita parlamentare scelgono l’ostruzionismo è loro diritto, ma lo strumento naturale secondo Costituzione diventa fatalmente il decreto”.
Questa bestialità è stata subito ribadita dal ministro di maggior peso, quello dell’Economia, Pier Carlo Padoan. E visto che nello stesso senso aveva starnazzato il sottosegretario Lorenzo Guerini, e fanno tre, si può ben parlare del governo come associazione a delinquere contro la Costituzione”.
“L’articolo 77 della Costituzione al secondo comma prescrive: “…in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge”. Non leggiamo nulla che autorizzi i decreti riferito a legittimi comportamenti parlamentari.
Qui oltre ad una norma costituzionale assistiamo ad una minaccia vera e propria al Parlamento. Non c’è nessuno, nella vasta platea di commentatori, quasi tutti a lingua srotolata come un tappeto sotto i piedi del Valentino, che abbia notato che questa è la confessione spudorata dell’incostituzionalità dei decreti emanati dal Presidente della Repubblica, immediatamente applicativi, saltando l’approvazione di Camera e Senato”.
“Indichiamo due conseguenze. La prima riguarda le forze politiche. Chiediamo un soprassalto di coscienza repubblicana a deputati e senatori che sostengono il governo. Tolgano la fiducia a un Presidente che ha la fobia della Costituzione vigente. La seconda, e ci permettiamo di indicarla sommessamente per il rispetto che abbiamo della persona e dell’incarico di Sergio Mattarella, è l’invito ad un richiamo formale del Presidente del Consiglio”, conclude ‘Il Mattinale’.
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Già ieri – fa presente Renato Breunetta – abbiamo consigliato a Renzi uno studio approfondito della nostra Carta fondamentale. L’articolo 77 della Costituzione non prevede, infatti, l’uso della decretazione d’urgenza contro l’ostruzionismo parlamentare, ma prescrive il ricorso a questo particolare strumento legislativo solo in particolari situazioni di necessità e urgenza. Per il presidente del Consiglio la naturale attività di opposizione che le minoranze portano legittimamente avanti nelle Aule del Parlamento è motivo di necessità e urgenza? La risposta, per noi, è scontata.  Meno il pensiero del premier, che francamente non riusciamo a decodificare. Una cosa è certa. La minaccia lanciata ieri da Renzi sembra tanto un editto. ‘L’editto di Parigi’, potremmo chiamarlo. Un attacco alle prerogative parlamentari e alle regole delle nostre istituzioni. Ci verrebbe da dire: un attentato alla Costituzione”.

http://www.imolaoggi.it/2015/02/26/associazione-a-delinquere-contro-la-costituzione-mattarella-intervenga/

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