L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 febbraio 2015

Salvini ha ragione, Grillo il popolo italiano ha bisogno di uscire dall'Euro, Fronte Unico

intervista a Italia Oggi

Matteo Salvini, la proposta a Beppe Grillo e M5S: "Alleiamoci per rottamare l'euro"

La mano tesa a Berlusconi per bloccare Renzi, la proposta di alleanza a Grilo per affondare l'euro, la stoccata a Tosi e Ncd per "blindare" le alleanze della Lega Nord alle prossime elezioni regionali in primavera. Intervistato da Italia Oggi, il segretario federale leghista Matteo Salvini traccia la strada del Carroccio per le prossime settimane e rilancia ipotesi suggestive, come la possibile intesa anti-euro con il Movimento 5 Stelle, sperando che il suo leader "per una volta vada fino in fondo". Reduce dalla cena del lunedì ad Arcore con Silvio Berlusconi e Renato Brunetta, Salvini lascia intendere che un fronte comune in Parlamento con Forza Italia è alla portata, ma restano le grane per così dire strategiche sulle alleanze. In Veneto la Lega non vuole Ncd (a costo di creare tensioni con il segretario della Liga veneta Flavio Tosi) ma in Campania Berlusconi vuole allearsi con gli alfaniani per evitare di perdere la poltrona di governatore di Caldoro. Come se ne esce?

L'asse con Berlusconi - Con Forza Italia "non c'è ancora un progetto politico. E' presto per parlarne". Ma l'obiettivo per il momento è creare un fronte comune in Parlamento contro il governo e la maggioranza: se Lega e azzurri voteranno insieme, spiega Salvini, "alcune delle schifezze portate avanti da Renzi si fermeranno, a partire da tutti i decreti su economia, fisco, banche, giustizia e Costituzione". I numeri ci sono? "Non lo so - ironizza il segretario federale del Carroccio, ma non troppo -, dipende dallo shopping serale di Renzi che ogni giorno porta a casa quattro o cinque parlamentari. Se deve nascere un progetto alternativo a Renzi, deve esserlo veramente e non a settimane alterne". I temi su cui creare questo progetto alternativo sono pochi e ben definiti, come l'agenda che da mesi lo stesso Salvini sta portando avanti (con successo a giudicare dai sondaggi): "Lavoro, fisco, immigrazione, riforme, Europa". Al Senato, secondo il leghista, il governo non ha i numeri per far passare il decreto Boschi e le riforme istituzionali, "a meno che vada a raccattare altri 20 senatori. Siccome però siamo in Italia, mai dire mai". Da Forza Italia non si aspetta più alcun tipo di appoggio esterno al premier: "La mia chiara percezione  - spiega Salvini reduce dall'incontro di lunedì ad Arcore - è stata che Berlusconi era consapevole del fatto che Renzi lo ha usato. Immagino quindi che non dimentichi in fretta".

Il rebus delle alleanze - Nel centrodestra però resta il problema delle alleanze alle regionali. Salvini ha detto no a Ncd in Veneto, chiudendo alle proposte dell'altro leader leghista Tosi. "Non sono io che non voglio Ncd, è il partito di Alfano che sta governando con Renzi. Ncd è al governo e sta togliendo i soldi per gli ospedali, le scuole e le strade del Veneto. Come faccio io ad allearmi in Veneto con chi a Roma toglie i soldi al Veneto? Sarebbe palesemente in contraddizione". E allo stesso Tosi che ha detto che potrebbe fondare un suo partito, Salvini risponde secco: "Non mi sembra che sia un momento in cui in Italia c'è bisogno di nuovi partiti. Io non ho alcun tipo di disagio e i nostri militanti e gli elettori neanche. Però vedrò Tosi questa settimana e ne parleremo".

"Grillo, alleiamoci contro l'euro" - Lo sguardo di Salvini però va oltre le elezioni di primavera. Guarda a una possibile crisi di Renzi e a un ritorno alla urne anticipato. "Andremo al governo e rottameremo l'euro, con l'aiuto di Grillo oppure da soli". "Al leader del M5S ho proposto più di una volta un incontro, ma lui ha sempre rifiutato - spiega ancora il leghista -. Il suo problema è che non va mai fino in fondo. Ma più che lui il problema sono i suoi parlamentari, perché non c'è un programma, non c'è un'idea chiara, e quindi nel M5S ognuno va per suo conto".

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11757287/Matteo-Salvini--la-proposta-a.html

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