L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 febbraio 2015

si preferisce distruggere la Madre Terra e non investire sull'energia pulita, imbecilli

GB. Scozia: stop al fracking tra polemiche e manovre politiche

feb 23rd, 2015 | By | Category: Qui Europa, Ultimissime di Michele Convertino -
scoziaEDIMBURGO – Appena una settimana fa, seguendo l’esempio di New York, il governo scozzese ha annunciato una moratoria sui permessi di estrazione non convenzionale di gas e petrolio incluso il fracking.
Con questo divieto il ministro alle Risorse energetiche, Fergus Ewing, è riuscito a prendere tempo sulla questione e si è detto pronto a indire una consultazione pubblica in concomitanza con la richiesta di studi più precisi a riguardo. Nel frattempo nei Commons, a seguito di una votazione, sono state poste 12 nuove restrizioni alle attività d’estrazione grazie all’intervento del Labour Party.
Con il termine fracking s’intende una tecnica con cui acqua ed altri agenti chimici vengono pompati ad alta pressione nel sottosuolo per far sì che gas e petrolio possano essere estratti dalla roccia.
Secondo alcuni studi che di certo hanno già convinto altri stati dove è stato posto lo stesso divieto (New York, Francia, Paesi Bassi) questa attività comporterebbe seri rischi per la salute e l’ambiente. Stando alle dichiarazioni di Paul Younger, membro della Royal Academy of Engineering, la moratoria non è altro che una manovra politica ordita dal SNP e dai Labour in quanto l’estrazione potrebbe essere fatta secondo standard che rispettino la salute dei cittadini. Dichiarazioni pienamente appoggiate dal portavoce dei Tory al governo di Edimburgo.
Lo stesso David Cameron a metà gennaio aveva apostrofato le varie manifestazioni contro i nuovi permessi d’estrazione come irrazionali e religiosamente opposti. Non si è ancora arrivati a un divieto definitivo, e per questo forse bisognerà aspettare tempi più lunghi, probabilmente oltre le votazioni di maggio, ma se da una parte i conservatori spingono per iniziare a trivellare e rendersi energeticamente autosufficienti, dall’altra la Scozia si dimostra molto più indipendente di quanto lo sia nominalmente, scegliendo altre risorse (vedasi l’eolico, settore dove la materia prima proprio non manca) e rinforzando il consenso verso l’SNP che è alla sua guida. Tutto mentre in Italia il decreto Sblocca Italia è investito dalle stesse, se non più feroci polemiche e il Il Sole 24ore stima che ci siano 700 milioni di tonnellate di petrolio sepolte qua e là sotto il suolo italiano.

http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=50030

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