L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 febbraio 2015

Tutti sanno che l'Euro, non può andare avanti, paesi diversi e interessi diversi schiacciati su quelli tedeschi

Quotidiano del popolo: le politiche di quantitative easing europee non possono risolvere radicalmente il problema
 
  2015-02-06 
 
Il 6 febbraio, in merito alle politiche di quantitative easing europee, il maggior giornale cinese, il "Quotidiano del popolo" ha pubblicato un articolo, secondo cui, sebbene la Banca centrale europea abbia forzatamente applicato le politiche di quantitative easing, la previsione dei risultati finali è ancora incerta. Certamente ciò farà guadagnare del tempo ai paesi della zona euro, tuttavia, nonostante la boccata d'aria fresca data da queste politiche, la ristrutturazione strutturale del sistema rimane ancora una grande sfida.
Secondo le analisi dell'articolo, all'interno della zona euro, le contraddizioni e divergenze fra i paesi membri indebolirebbe probabilmente il margine di applicazione delle politiche. La mancanza di una sovranità nazionale unica implica che nella zona euro le politiche fiscali e monetarie non sono unanimi e dietro le politiche economiche esiste inevitabilmente un gioco politico.
L'articolo ha reso noto che i risultati delle politiche di quantitative easing europee dovranno essere sottoposte alle prove del mercato. La cosa più importante è che la debolezza strutturale della zona euro non potrà essere risolta solamente tramite le politiche monetarie.

http://italian.cri.cn/1781/2015/02/06/283s237560.htm#.VNXBSnYoZKo 

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