L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 2 marzo 2015

abbiamo dato alla Morgan Stanley tanti, troppi miliardi di soldi

Derivati: il declassamento dell'Italia fu speculazione. S&P, accuse false
01 MAR 2015

(AGI) - Roma, 1 mar. - Il declassamento dell'Italia da parte di S&P il 19 settembre 2011 fu fatto per far guadagnare 2,5 miliardi alla banca d'affari Morgan Stanley, azionista della stessa agenzia di rating. Questa la nuova, pesante accusa, della procura di Trani fatta nei confronti di S&P e della banca americana e rilanciata oggi sulle pagine del Corriere della Sera. Immediata la risposta di Standard&Poor's che respinge con fermezza ogni addebito. "Queste recenti accuse, come quelle precedenti fatte dal pubblico ministero, sono senza fondamento, e ci aspettiamo che vengano respinte dalla corte". Secondo i nuovi atti depositati dalla procura nel processo per manipolazione del mercato a carico dell'agenzia di rating, emergerebbe che l'Italia, dopo il declassamento deciso da S&P il 19 settembre 2011, pago' a Morgan Stanley 2,5 miliardi di euro cosi' come era previsto da una clausola del contratto di finanziamento della banca d' affari statunitense. Particolare di non poco conto e' il fatto che Morgan Stanley e' tra gli azionisti di Mc Graw Hill, il colosso che controlla Standard & Poor' s. Il processo a carico dell'agenzia di rating riprendera' il 5 marzo prossimo dinanzi al Tribunale di Trani e in quella sede si vedra' come si difenderanno gli accusati.
  Il giornale ricorda come quel declassamento (da A a BBB+) fosse ritenuto dagli esperti ingiusto. Per quell'intervento alcuni dirigenti di S&P e dell'altra agenzia di rating Fitch sono stati rinviati a giudizio. (AGI) .

https://www.agi.it/economia/notizie/derivati_declassamento_italia_fu_speculazione_s_p_accuse_false-201503012106-eco-rt10078

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