L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 marzo 2015

Cipro chiama Atene


La Grecia sulla scia di Cipro

Controlli sui depositi e sui pagamenti bancari sempre più probabili


23/03/2015 Maurizio Carrara 
La ripresa dei deflussi sui depositi bancari, le prospettive deludenti della finanza pubblica e i mancati progressi dei negoziati con l’Europa, sono alla base del rapporto stilato da Barclays ed analizzato da il Sole24ore, che evidenzia l’aumento di probabilità per l’attuazione del controllo sui pagamenti e sui depositi ellenici.
A causa della perdita di slancio dell’economia ed il minimo progresso dei negoziati, riteniamo che il rischio di dover imporre restrizioni ai pagamenti esterni ed interni è aumentato significativamente”, si rileva dal rapporto di Barclays.

Effettivamente dopo i 17 Miliardi defluiti dagli istituti finanziari greci nel mese di Dicembre ed i 10 Miliardi di Gennaio ed in vista delle difficoltà relative all’attuazione dell’accordo che svincola l’ultima tranche di aiuti UE (7,2 Miliardi), diviene sempre più palpabile una Grecia sottoposta a controlli in stile Cipro. Il rapporto prosegue evidenziando i rischi che una massiccia corsa agli sportelli causerebbe: “restare al verde entro la fine di questo mese, quando la Grecia dovrà pagare stipendi e pensioni” oltre che “notevole volatilità a breve termine per poi stabilizzarsi” in caso di annuncio sul controllo dei capitali, ma allo stesso tempo “continuiamo a pensare che non vi siano gravi rischi di contagio per gli altri paesi e banche dell’Eurozona”, visti gli effetti benefici del QE e le coperture del fondo salva-stati.

La Greek Issue continua a rappresentare lo special guest dello show imbastito dai mercati finanziari europei, almeno fino all’8 Aprile, data in cui secondo le stime del quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeinen Zeitung basate su calcoli interni effettuati dalla Commissione Europea, il governo ellenico terminerà la liquidità a disposizione, dovendo in tale data rimborsare 467 milioni di Euro al Fondo Monetario Internazionale. La via greca è dunque in salita ed è condizionata alla presentazione di un programma completo e chiaro sulle riforme necessarie a sbloccare i 7,2 Miliardi di Euro che permetterebbero di evitare il collasso delle finanze elleniche.


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