L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 marzo 2015

continua imperterrita la distruzione della scuola pubblica da parte del Pd iniziata da Luigi Berlinguer

Cgil: Poletti riforma apprendistato e dequalifica istruzione

di redazione

CGIL - "Il ministro Poletti continua a intervenire sui temi dell'istruzione, oggi sulle vacanze scolastiche, nei giorni scorsi sull'alternanza scuola lavoro. In realtà, attraverso i decreti attuativi del Jobs Act, sta facendo una riforma dell'apprendistato che dequalifica l'alternanza scuola lavoro e i percorsi formativi in obbligo di istruzione". Così Gianna Fracassi, segretario confederale della Cgil, commenta le affermazioni del ministro del Lavoro sull'interruzione estiva delle lezioni.
"Un pezzo della riforma della scuola è appaltata a Poletti - continua - che intende costruire un canale formativo alternativo e separato da quello scolastico, scelto subito dopo la scuola media e realizzato in apprendistato già a partire dai quindici anni". Fracassi spiega che "si tratta di percorsi con modelli formativi dequalificati, che prevedono più di un terzo dell'orario per lavoro sottoretribuito, 500 ore di attività di formazione professionale e altrettante in aziende di cui non viene verificata l'effettiva capacità formativa".
"Al tempo stesso - sottolinea la dirigente sindacale - viene abolita la possibilità di diplomarsi in apprendistato per i giovani che hanno abbandonato prematuramente la scuola e vengono cancellate le sperimentazioni di alternanza scuola lavoro che utilizzano lo strumento dell'apprendistato per gli studenti degli ultimi due anni della secondaria di secondo grado".
"Si continua sulla strada perdente di uno sviluppo basato sulla riduzione dei costi e dei diritti, che dequalifica i percorsi di istruzione e formazione dei giovani. Questo scelte - conclude Fracassi - dovrebbero preoccupare molto più delle vacanze scolastiche".
Poletti: "Per gli studenti troppi tre mesi di vacanza. Uno può essere passato a lavorare" 

http://www.orizzontescuola.it/news/cgil-poletti-riforma-apprendistato-e-dequalifica-istruzione

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