L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 marzo 2015

debito privato in crescita, debito privato

Debito mondiale è diventato pari a quasi tre volte l'economia. E continua a gonfiarsi
 03 marzo 2015
Se misurato in percentuale del Pil ha raggiunto il 286% nel secondo trimestre del 2014: +57 mila miliardi dalla crisi del 2008.

Se misurato in percentuale del Pil il debito ha raggiunto il 286% nel secondo trimestre del 2014: +57 mila miliardi dalla crisi del 2008.
NEW YORK (WSI) - Il debito mondiale continua a gonfiarsi ed è diventato pari a quasi tre volte l'economia.

Il Guardian riporta come il debito totale sia cresciuto di 57 mila miliardi di dollari in sette anni (+40,1%) ovvero dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008, per raggiungere quota $199 trilioni.

Se misurato in percentuale del Pil ha raggiunto il 286% nel secondo trimestre del 2014. I dati si confrontano con il 269% del quarto trimestre di due anni prima.

E la cattiva notizia è che le cifre sono destinate a peggiorare. I tassi debito/Pil continueranno infatti a crescere nei prossimi cinque anni in diversi paesi tra cui il Giappone, gli Stati Uniti e gran parte dei paesi europei (con l'eccezione di Germania, Irlanda e a sorpresa della Grecia).

I media mainstream parlano di 'deleveraging' in atto, ma la verità è che molti nuclei familiari sono indebitati fino al collo. Il debito delle famiglie ha raggiunto nuovi record. Solo in Irlanda, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti la percentuale di debito iscritto a bilancio è in calo.

I rapporti tra debito e reddito hanno continuato a crescere e ora superano i livelli massimi toccati durante la crisi in economie industrializzate e in teoria in salute come Australia, Canada e Danimarca.

Lo studio citato dal quotidiano inglese condotto dal McKinsey and Global Institute, che ha preso in esame l'evoluzione del debito in 47 paesi, ha mostrato come il debito governativo sia insostenibile in alcuni casi.

Il debito pubblico è cresciuto di 25 mila miliardi di dollari dal 2007 e in dieci degli Stati analizzati supera il 100% del Pil. Unica nota positiva del report, mentre si rischia una crisi del debito privato, il settore finanziario ha migliorato la sua posizione, con la maggior parte degli elementi dannosi rappresentati dalle attività del sistema bancario d'ombra che sono diminuiti.

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