L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 marzo 2015

Derivati, mine vaganti, trattati fuori dai mercati regolamentati. Banche italiane ne possiedono 8.100 miliardi altro che debito pubblico

“Swap e derivati sono mine vaganti”

Adusbef e Federconsumatori chiedono regolamentazione, trasparenza e accesso agli atti

ROMA. La BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali), società anonima per azioni con sede legale a Basilea costituita nel 1930, partecipata da 55 banche centrali e dalla Bce, ha pubblicato uno studio statistico sull’ammontare dei prodotti derivati nel mondo a fine 2013, arrivato ormai all’incredibile cifra di  710.182 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto al 2012, un massimo storico mai raggiunto prima.
Come si vede dalle tabelle della BRI, al 31 dicembre 1998, l’ammontare nominale di tutti i contratti derivati era 80.317 miliardi di dollari ed il PIL del mondo di 30.561 miliardi di dollari, pertanto i derivati erano 2,63 volte il valore del PIL mondiale. In quindici anni, dal 1998 al 2013 il PIL mondiale è cresciuto del 142%, pari ad un tasso di crescita medio annuo del 9%, mentre i derivati (denaro dal nulla) sono cresciuti del 784%, con un tasso di crescita medio annuo del 52%. Il PIL di tutti i paesi del mondo al 31 dicembre  2013, secondo i dati pubblicati dal FMI, era pari a 73.982 miliardi di dollari, portando l’ammontare dei derivati a circa dieci volte il valore del PIL mondiale, per la precisione al 9,6%.
I derivati, la cui maggioranza dei contratti sono negoziato fuori dai mercati regolamentati (OTC-Over The Counter), sono contratti tra due parti i cui valori sono determinati dalle variazione di un prezzo sottostante (obbligazioni, azioni, materie prime, valute), che dovrebbe servire a proteggersi contro le variazioni di prezzo o dei tassi d’interesse, oppure a speculare, mentre il CDS (Credit default swap), serve a proteggersi da un evento (un debitore, Stato o società che va in default).
Negli Stati Uniti, la maggior parte dei prodotti derivati è in mano a quattro banche (JP Morgan, CitiBank, Goldman Sachs e Bank of America), in Italia al 30 giugno 2014 le banche avevano derivati Over-The-Counter per 8.156,2 mld  di dollari, in Europa banche francesi e tedesche hanno una concentrazione elevata, con la sola Deutsche Bank che aveva la maggiore esposizione di derivati nel mondo per singola banca con 75 trilioni di dollari (75.000 miliardi).
In una audizione alla Camera dei Deputati su una indagine conoscitiva sui derivati, la dottoressa Maria Cannata ha confermato che il Ministero dell’Economia, aveva un ammontare totale dei derivati sottoscritti dal Tesoro di 152 miliardi di euro; un mark to market  negativo per 42 miliardi di euro, con una perdita del 30% (circa 1.750 euro pro-capite a famiglia);  che di recente  sono state vendute opzioni sui tassi d’interesse; che i parlamentari non hanno alcun diritto di accesso ai contratti, gettando un’ombra sulla gestione dei derivati della Repubblica italiana e sulla formazione del bilancio.
Chi ha gestito il debito pubblico, è riuscito a produrre una perdita del 30% sul portafoglio dei derivati, un record assoluto se vogliamo credere che i derivati non nascondano in realtà dei prestiti camuffati contratti dallo Stato italiano con le banche, che la vendita di opzioni non è qualificabile come copertura di rischio, smentendo il ministro Padoan che tramite il suo portavoce aveva sostenuto che i derivati dello Stato italiano erano stati sottoscritti solo per copertura “come assicurare un’auto contro in rischio di furto ed incendio“, che il diniego dell’accesso agli atti opposto dal Mef ai parlamentari, giustificato dalla Cannata con “possibili giochetti” degli speculatori contro le posizioni del Tesoro, rendono il parlamento all’oscuro delle modalità e genesi del bilancio dello Stato, che approvano con le manovre.
Adusbef e Federconsumatori, per consapevoli che l’ammontare totale dei derivati Otc mondiali monitorati dalla BRI (l’82%),riguarda prodotti su tassi d’interesse di Usa ed Europa, soggetti alla manipolazione delle banche centrali ( Fed e BCE), ritengono che occorra una regolamentazione più stringente per evitare bolle finanziarie e crisi sistemiche, che possono travolgere le economie.

Fonte: OTC derivatives statistics at end-December 2013. http://www.bis.org/publ/otc_hy1405.htm

http://www.ilcittadinoonline.it/news-dal-mondo/swap-e-derivati-sono-mine-vaganti.html/

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