L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 11 marzo 2015

dicono che la crisi è finita ma l'indice Baltic Dry Index dice il contrario e la Grecia lo sa


La crisi della Grecia si spiega anche col crollo del Baltic Dry Index, ecco perché

Bilancia commerciale in deficit in Grecia per il crollo del trasporto merci via mare?

Il crollo del Baltic Dry Index contribuisce a spiegare il deficit commerciale della Grecia, nonostante il crollo dei consumi interni e delle importazioni.

Dal 2008 ad oggi, il pil della Grecia è crollato del 25% in termini reali, scendendo a meno dei 200 miliardi di euro attuali. La domanda interna è precipitata, ma anche le importazioni sono diminuite per effetto del minore reddito disponibile delle famiglie. Tuttavia, ciò non è bastato a portare in attivo la bilancia commerciale di Atene, il cui saldo resta in deficit.
Ciò significa che la Grecia continua ad esportare meno di quanto importa dall'estero, nonostante il recupero di produttività, il taglio dei salari pubblici e la caduta di quelli del settore privato. Ma perché?
Nel 2008, prima che scoppiasse la potente crisi del debito sovrano, la Grecia registrava un deficit commerciale del 16,5% del pil. In sostanza, già 7 anni fa, quando pure le cose andavano bene per i greci, la loro economia esportava beni e servizi per una quarantina di miliardi in meno rispetto alle importazioni.
Dopo il crollo dell'export nel 2009 (fenomeno comune alle altre economie dell'Eurozona), la ripresa c'è stata, ma meno vigorosa della dinamica delle importazioni. Uno dei fattori maggiormente critici è rappresentato certamente dal settore navale, che per la Grecia è sempre stato storicamente centrale nell'economia nazionale. Ebbene, le esportazioni di merci e servizi, per lo più via mare, valevano 19 miliardi nel 2008, mentre nel 2013 era sceso a 12 miliardi.
E si pensi che parliamo di un settore sfuggito alla mannaia fiscale di questi anni dello stato greco, essendogli riservata dalla Costituzione l'esenzione dalle tasse. Per capire come mai non si sia registrata alcuna ripresa, basti dare una veloce lettura al grafico del Baltic Dry Index(BDI), un indicatore che sintetizza i costi di trasporto delle merci via navi, sceso dai quasi 1.200 punti del 2008 ai 568 del 9 marzo, un tracollo che non si spiega con la semplice riduzione dei costi, dato che l'indice è tornato ai livelli del 1986, quando il prezzo del petrolio scese fino a oltre 5 volte in meno dei livelli attuali. Il crollo del BDI riflette grosso modo la caduta del commercio mondiale di questi anni, quindi, anche dell'unico settore in cui la Grecia vantava un discreto successo, quello del trasporto navale, che potrebbe presto fare i conti anche con la volontà del governo Tsipras di estendere la tassazione anche ad esso.

http://www.investireoggi.it/economia/la-crisi-della-grecia-si-spiega-anche-col-crollo-del-baltic-dry-index-ecco-perche/?refresh_ce 

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