L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 30 marzo 2015

Energia pulita c'è, è il governo Renzi che latita

Rinnovabili, oltre il 40% dell'elettricità è verde. Prezzi in calo

Agostino Re Rebaudengo (Assorinnovabili): "In arrivo una rivoluzione simile a quella dell'informatica e della telefonia mobile. Internet, energia rinnovabile e generazione distribuita si fonderanno. Serve un legge per definire un nuovo assetto di mercato". Oggi un kilowattora solare costa il 30% in meno del costo dell'elettricità all'ingrosso per le famiglie

Le fonti rinnovabili reggono alla crisi e continuano ad avanzare. E’ il caso del fotovoltaico ma anche dell’eolico che, con le aste degli ultimi mesi, batte il nucleare in termini di costo degli incentivi. L’ultimo rapporto pubblicato dal Gse indica che nel 2013 l’Italia, complice anche la riduzione dei consumi di energia primaria, può vantare una quota del 16,7% di energia verde sul totale dei consumi interni. Di fatto, l’obiettivo del 17% imposto dall’Europa per il 2020 può quindi dirsi raggiunto.
Ma come è andata nel 2014 e verso quali nuove sfide sta muovendosi un settore che è tra i più dinamici dell’economia nazionale? “Le fonti rinnovabili hanno soddisfatto nel 2014 (dati Terna) quasi il 40% del fabbisogno elettrico nazionale. Si tratta di dati impensabili e impronosticabili fino a qualche anno fa”, risponde Agostino Re Rebaudengo, presidente di Assorinnovabili, a Roma per un convegno sui cambiamenti che attendono il mercato elettrico, organizzato insieme d Althesys.

Cosa c’è allora alla base di questa ulteriore avanzata?

“Per effetto di questo sviluppo favorito dai meccanismi di incentivazione, i costi delle tecnologie si sono ridotti negli ultimi anni e si ridurranno ancora; ad esempio gli impianti eolici sono competitivi con il nucleare, infatti, i produttori inglesi di Hinkley Point nel Somerset (3.300 MW) riceveranno oltre 125 euro/Mwh (l’equivalente al cambio attuale di 92,5 sterline, la tariffa concordata dagli investitori con il Governo britannico) per 35 anni; gli impianti eolici italiani assegnatari negli ultimi mesi di incentivo tramite procedura competitiva di asta riceveranno una tariffa compresa tra gli 89 e i 93,5 €/Mwh e per soli 20 anni”.

E sul fotovoltaico, qual è stato l’impatto di questo avanzamento tecnologico?

“Il costo dell’energia prodotta da fotovoltaico è ormai inferiore di almeno il 30% al costo dell’energia elettrica prelevata dalla rete dal consumatore finale. Basti pensare che nel 1976 un Megawatt di fotovoltaico costava circa 60 milioni di dollari Usa; oggi solamente 0,6 milioni. Con i Sistemi efficienti d’utenza (Seu), in cui l’energia elettrica viene ceduta a km zero dal produttore direttamente al consumatore, è possibile “capitalizzare” la riduzione di costo e sfruttare al massimo la caratteristica delle fonti rinnovabili di essere disponibili ovunque. È necessario quindi potenziare e non rallentare con una regolazione contradditoria lo sviluppo dei Seu. La possibilità di poter vendere l’energia a più consumatori e l’integrazione con sistemi d’accumulo sono le due principali direzioni di sviluppo”.

Il settore elettrico ha attraversato un periodo di profondi cambiamenti. Cosa ci aspetta per il futuro?

“Il settore elettrico andrà incontro nei prossimi anni ad una rivoluzione simile a quella intervenuta nell’informatica e nella telefonia mobile. Due fatti paralleli accomunano il settore dell’IT a quello delle rinnovabili. In primo luogo, l’efficienza energetica delle energie rinnovabili sta vivendo la propria crescita esponenziale nel solare e nell'eolico; in secondo luogo, come nell’Internet delle comunicazioni dove i costi fissi per la costruzione dell’infrastruttura sono rilevanti, ma il costo marginale di scambiarsi le informazioni è praticamente nullo, anche nell’Internet dell’energia che sta iniziando i costi fissi sono significativi, ma il costo marginale di produrre un kilowattora solare o eolico è prossimo allo zero”.

L’energia insomma sarà sempre più digitale?

“Internet, energie rinnovabili e generazione distribuita presto si fonderanno, creando un Internet dell’Energia che cambierà il modo in cui si produce e si distribuisce l’elettricità. Occorre un ridisegno del mercato del settore elettrico italiano che nel rispetto degli obiettivi europei sappia adeguarsi alle mutate caratteristiche di generazione, di trasmissione e di consumo e sappia cogliere le sfidanti novità che ci attendono”.

Chiedete nuove norme?

“Chiediamo che le nuove regole del mercato siano emanate con un atto di legislazione primaria. E dovranno permettere, nel rispetto degli impianti di energia rinnovabile esistenti, un’ulteriore crescita delle rinnovabili in un assetto di mercato equilibrato che ne favorisca l’integrazione”. 
 
 
 

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