L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 16 marzo 2015

Energie pulite, il governo Pd non le conosce e mette le mani su tutto il potere possibile

Rosa: "Su Sblocca Italia chi mente: Pittella o Renzi?"

 Consiglio camerale - 4 aprile 2014 (foto SassiLand
 
"Concretamente le Regioni e gli Enti locali sono stati spodestati da qualsiasi decisione, tutto è incentrato nelle mani del Governo nazionale"
Basilicata “La questione petrolio dobbiamo rinegoziarla …. non a secondo di quanti spiccioli o minute assunzioni ci danno … … io chiedo di rivedere l’intesa, quella del 96, e di farlo con mani libere e con autorevolezza … e chiedere che non ci siano ulteriori estrazioni … se lo possono dimenticare”. Ipse dixit.
Oggi, invece, Pittella, tenta di spacciare lo ‘Sblocca Italia’ come un ‘nostro successo’. Misteri del Pd. Dovrebbe, però, spiegare ai Lucani cosa ha chiesto a Renzi se non ‘spiccioli o minute assunzioni’. Dovrebbe spiegare, con le nuove norme che trasferiscono la competenza sulle autorizzazioni petrolifere al Governo, quali ‘mani libere e quale autorevolezza’ utilizzerà per bloccare le estrazioni.
L’unica cosa certa è che nel suo tour parla solo degli ‘spiccioli’ ottenuti, dell’ex card benzina che oggi ha una nuova missione: finanziare, con le sue risorse (sembra 50 milioni di euro), il reddito di inserimento ovvero il nuovo assegno assistenziale di povertà.
Nonostante si tenti di ‘indorare la pillola’, però, i Lucani conoscono il reale stato delle cose: con lo Sblocca Italia le Regioni hanno perso qualsiasi autonomia, le interpretazioni sulla legge rispetto alla “normativa previgente” sono dirimenti. Quali ‘mani libere’ e quale ‘autorevolezza’ saranno usate quando il Governo avocherà a sé i procedimenti per il rilascio delle autorizzazioni senza che sia necessario il consenso della Regione? Si andrà a questuare con il cappello in mano, piuttosto.
Si fa finta di ignorare lo spirito dello Sblocca Italia, frammentando la norma, puntando su disquisizioni lessicali di singoli commi, ma non dicendo la verità. Concretamente le Regioni e gli Enti locali sono stati spodestati da qualsiasi decisione, tutto è incentrato nelle mani del Governo nazionale. “Previa intesa”, “normativa previgente”: solo “astuti” palliativi lessicali che servono a ben poco.
Del resto Renzi non sa più come dircelo che vuole il petrolio lucano. Nelle sue esternazioni è sempre stato chiarissimo, “potrei raddoppiare la percentuale del petrolio e del gas in Italia” ha detto la prima volta e ancora non ha ritrattato. I ‘quattro comitatini’ se lo ricordano sicuramente. E Pittella sa bene che, ora, il rubinetto è nelle mani del suo Premier e che questi potrà decidere a suo piacimento sul rilascio delle nuove autorizzazioni e sulla quantità di petrolio da estrarre.
Ai Lucani dovrebbe spiegare questo: come si concilia la strategia energetica nazionale con le sue dichiarazioni sullo stop alle trivelle? Come si supera il contrasto tra quanto afferma lui e quanto dichiara Renzi?
Ci dica, Pittella, chi è il bugiardo. Nel suo tour, il quale sembra essere una vera e propria sponsorizzazione dell’odiosa legge ‘sblocca-trivelle’, sostiene che non ci saranno nuove perforazioni o il suo Premier che pretende il nostro petrolio e non ne fa mistero? Qualcuno, a questo punto, mente. Noi sappiamo chi. Non possiamo pensare che il Governatore non abbia mai ascoltato le dichiarazioni del suo Renzi, ma aspettiamo una risposta ufficiale. Pittella, chi è il bugiardo, tu o Renzi?


http://www.sassiland.com/notizie_matera/notizia.asp?id=35329&t=rosa_su_sblocca_italia_chi_mente_pittella_o_renzi

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