L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 28 marzo 2015

Fronte Unico #No3GuerraMondiale, Giulietto Chiesa

GIULIETTO CHIESA: "ANDIAMO VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE"

giulietto chiesa.jpg
Con queste parole Giulietto Chiesa ha aperto l'incontro con i cittadini tenutosi mercoledì 25 marzo presso la sala Rossa del VII Municipio, per esercitare ciò che ormai latita negli spazi televisivi: il confronto.

Proprio sull'informazione Chiesa ha mosso le sue principali riserve.

Informare e comunicare è fondamentale, ha affermato, più delle idee stesse. Nel nostro Paese l'informazione è viziata, basata su racconti costruiti per manipolare l'orientamento della popolazione. Le immagini, specchio reale degli accadimenti nel mondo, sono accuratamente messe da parte o falsificate.

Si decide ciò che si deve vedere e, quindi, pensare. "L'uomo che vede, ragiona in un altro modo".

Saranno i nostri figli a pagare purtroppo il prezzo maggiore di tale manipolazione, costretti dalla velocità nella quale si muovono le immagini a cambiare il ritmo del sapere. Il rischio è l'annichilimento delle proprie capacità razionali.

Su questo piano muove la sua critica alle posizioni di Beppe Grillo sulla TV. Il Movimento 5 Stelle ha fatto una cosa bellissima. Ora, con le risorse risparmiate si dovrebbero aprire nuovi spazi di informazione televisiva. Una concorrenza in grado di parlare a sempre più persone e di far uscire

dall'indifferenza i gestori dell'informazione.

Sulla questione internazionale Giulietto Chiesa da la sua interpretazione dello scenario che ci attende.

Siamo alla fine di un'epoca storica, ha commentato. Il capitalismo del secolo scorso ci ha trasformati in una colonia, dove il benessere economico, assieme al patto tra classe politica ed opinione pubblica, ha mantenuto in equilibrio il sistema.

Ora quel patto si è rotto. Le popolazioni sono aumentate a dismisura, le risorse sono terminate e la crescita arrestata. Di contro si assiste all'avanzata del gigante cinese, forza autonoma e disobbediente ai dettami statunitensi.

È in questo contesto che si inserisce la previsione di Chiesa.

Gli Stati Uniti, consapevoli di un comando che sta sfuggendo loro di mano, reagiscono con un attacco frontale al suo principale oppositore: la Russia. L'aggressione in Ucraina, causando la morte di migliaia di russi, avrebbe avuto proprio lo scopo di provocare Putin portandolo all'invasione in quel territorio.

Le stesse sanzioni dell'agosto 2014, accusate pesantemente dalla Russia - a cui si aggiunge l'abbattimento del prezzo del petrolio e la speculazione finanziaria nei confronti del Rublo - farebbero parte del tentativo di mettere in ginocchio l'economia del Paese.

Nel panorama dei cambiamenti il giornalista rileva anche la grande trasformazione che sta vivendo la Chiesa cattolica guidata dal nuovo Papa. Dopo una lunga fase di identificazione con l'Occidente e il capitalismo, la Chiesa sceglie ora il proselitismo di massa. Alla proposta dell'identità cristiana rispetto al mondo esterno si sostituisce la scelta del dialogo.

Rilevante sarà l'incontro prossimo che il Pontefice terrà con Gorbacev per una dichiarazione congiunta contro la guerra.

Molte sono state le domande poste dai partecipanti sui fenomeni attuali, dalle questioni dei territori dell'ex-Unione Sovietica, al ruolo dell'Europa nella contesa tra le grandi potenze, al pericolo ISIS.

A tal proposito Chiesa ha voluto chiarire la natura della guerra in atto.

Il fenomeno ISIS è ascrivibile ad una regia statunitense, supportata dai finanziamenti dell'Arabia Saudita e dal know-how israeliano. La tappa ultima, una volta fermata la Siria, sarà la sconfitta del nemico storico di Israele, l'Iran, prima che questo venga in possesso delle armi atomiche.

Nel finale Giulietto Chiesa pone dunque la domanda di molti. Come difendersi, come vincere la battaglia contro quella cerchia invisibile di proprietari universali che muove le fila?

La risposta sta nel radicamento nel territorio. Esperienze come la No Tav ci insegnano che la reazione e l'impedimento di decisioni prese sulle nostre teste finisce per toglier loro le forze.

La politica va intesa come la moltiplicazione di esperienze come quella.

E poi l'informazione. Quanta più gente saprà che potrà accadere una guerra, più saremo in grado di difenderci.

In questo Chiesa chiama il Movimento ad un salto di qualità: coinvolgere quel pezzo importante del nostro Paese che, sebbene esterno al M5S, ne condivide le motivazioni e gli obiettivi.
 

Nessun commento:

Posta un commento