L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 14 marzo 2015

I Presidi ora potranno assumere figli, gli amici degli amici chi paga di più, distruzione anarchica della scuola pubblica, dove non è riuscita neanche la Gelmini, quella del tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso, riesce al caimano


Riforma scuola: i presidi potranno scegliere i prof

Confermate le centomila assunzioni nel 2015-2016 per coprire le cattedre vacanti. Il premier: “Mai più classi pollaio, basta supplenti”. Duecento milioni per i docenti
ANSA
13/03/2015
roma
Batte e ribatte sul tasto che questa non è una semplice riforma della scuola, ma una «rivoluzione strepitosa», non solo perché - dice il premier - si assumeranno sì 100 mila precari, ma «esaurite le graduatorie punto, si fanno i concorsi, chi li vince entra, chi li perde sta a casa»; ma perché si introduce «per la prima volta in Italia il principio di merito». Lancia un «appello al Parlamento a fare presto» per approvare questo disegno di legge e tranquillizza i precari facendo capire che altrimenti ci sarà un decreto e le Camere faranno in tempo.

Le slide illustrate dal premier in conferenza stampa


Matteo Renzi scende in sala stampa con Stefania Giannini e Graziano Delrio con l’espressione entusiasta di chi ha messo il sigillo su uno dei provvedimenti più importanti del suo governo. «Questa è la riforma principale per il nostro Paese ne siamo sempre più convinti ed orgogliosi». Arriva dopo un consiglio dei ministri di un’ora filato liscio come l’olio, senza polemiche. In cui sono state definite anche le linee di un disegno di legge sulla Rai che sarà approvato al prossimo giro. Il premier non lesina battute contro chi, come i grillini, vorrebbe nominare per «sorteggio» chi deve comandare in Rai, rivendica il diritto-dovere di designare un capo azienda con forti responsabilità. E snocciola le novità, come quella di un cda di sette membri, quattro dei quali, compreso il presidente indicato dal governo, eletti dal parlamento in seduta comune. Poi il premier se ne va, senza prendere domande sul tema, vuole dare più risalto possibile alle norme sulla scuola, che illustra con dieci slides e senza lesinare risposte ed esempi a raffica.

La corsa contro il tempo
Dunque da lunedì le Camere si troveranno di fronte un testo sulla scuola che fissa diversi punti chiave: una scuola autonoma, con il preside che potrà scegliere i suoi insegnanti da un albo a chiamata diretta e gli stessi presidi saranno valutati nel loro operato. Non più classi pollaio e basta supplenti. E una grande innovazione, la «carta del prof.», i docenti avranno 500 euro da spendere per la propria formazione, «perché un buon insegnante deve saper migliorare sè stesso». E quindi avranno «50 euro al mese per dieci mesi, per comprare biglietti di teatri, concerti e altro. Insomma il messaggio è mettetevi in gioco».

Premiato chi fa bene
Ma è sulla valutazione del merito che il premier reagisce alle critiche di chi dice che si poteva fare di più. «Gli scatti di anzianità non sono stati cancellati perché sarebbe stato l’unico comparto del pubblico impiego a non averli. Ma si mette una cifra aggiuntiva sul merito. Le modalità su cui ciascuna scuola premierà saranno decise dal preside. Per la prima volta in 70 anni si son messi 200 milioni sul merito degli insegnanti. Non sono noccioline». E in questa chiave sarà fondamentale il principio della «totale trasparenza, tutti i curriculum e i bilanci on line, anche quelli delle singole scuole». Altra novità: sarà rafforzato l’insegnamento di musica, arte, leducazione motoria e lingue, «basta con l’inglese appiccicaticcio».

Rai in mano «ai più bravi»
«Con buona pace di chi ci dice che vogliamo espropriare il Parlamento e non ascoltare i lavoratori», nel nuovo cda entrerà una figura espressione dei dipendenti, due saranno di nomina governativa e altri quattro votati dalle Camere riunite come per Csm e Consulta. «Noi vogliamo spalancare la Rai e dare forza all’ azienda di poter competere a livello internazionale». Renzi liquida in malo modo chi propone «il sorteggio che fa abdicare la politica dalle proprie responsabilità. I sorteggi li fa l’Enalotto, la differenza tra chi fa il leader e chi fa l’Aventino è che noi vogliamo mettere i più bravi a guidare la Rai. E se volessimo mettere le mani sulla Rai basterebbe rinnovare il cda a scadenza con la Gasparri per avere la maggioranza dei suoi membri».

http://www.lastampa.it/2015/03/13/italia/politica/la-riforma-della-scuola-di-renzi-i-presidi-potranno-scegliere-i-prof-9PBjLNmJcYngGetHs9gfOM/pagina.html

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