L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 marzo 2015

Ideologia Gender, sono sempre loro quelli del Pd i primi servi obbedienti


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26 March 2015

I Pervertiti-Perversori occulti

Stanno accadendo in modo sempre più accelerato cose tremende. Bambini che a scuola vengono indottrinati all'Uguaglianza a partire dall'esplorazione dei loro corpicini. Maschio e femmina sono diversi con parti anatomiche diverse? Facciamo in modo da renderli uguali, vestendo da femminuccia i maschietti e da maschietti le femminucce. Ne ha dato notizia anche il Piccolo di Trieste. La Regione Friuli Venezia-Giulia presieduta da Debora Serracchiani (Pd) ha introdotto una "sperimentazione" attraverso il cosiddetto " Gioco del rispetto - Pari e dispari",  il quale mira a verificare le conoscenze e le credenze di bambini e bambine su cosa significa essere maschi o femmine, e  a rilevare l'eventuale  presenza di stereotipi di genere (gender, come si dice). Dopodiché  vengono attuati "interventi" che permettono ai piccoli alunni di esplicitare e riorganizzare i loro pensieri. Questo involuto saggio di imbecillità pedagogica lo si deve a un’iniziativa  del Comune di Trieste, che ha fatto propria una «sperimentazione» cofinanziata dalla Regione Friuli (fonte: Libero)


Il suddetto "pacchetto" pedagogico fa parte delle cosiddette politiche mondialiste "gender", ideate dallo psichiatra americano John Money, (nomen/omen) , il quale sostiene che le differenze sessuali tra maschio e femmine non sono naturali, biologiche, bensì culturali. In altre parole uomo o donna non si nasce, ma si diventa. 
Se siamo disposti a vedere "pervertire" i nostri bambini secondo simili intendimenti, è bene che si sparisca dalla crosta a terrestre. Sempre più spesso vengono date notizie di lezioni di "educazione sessuale all'asilo" con dimostrazioni pratiche che prevedono "esplorazioni" delle varie parti dei  corpicini dei piccoli per metterne in evidenza le differenze ed educare alla cosiddetta "Uguaglianza", ciò che ha scatenato la legittima ribellione dei genitori. 

Stupisce l'ignavia generale dei cittadini rispetto a iniziative di una gravità inaudita. E il caso di dire che di "ignavia" si muore e muoiono i nostri figli. Se  si ha notizia che i nostri figli vengono sottoposti a questo tipo di rieducazione senza correre a prendere i responsabili ultimi e punirli come meritano; se consideriamo che sia normale che un qualunque Stato  acconsenta che l'istruzione dei suoi cittadini passi anche per la riprogrammazione dei ruoli riproduttivi, prima che educativi, di maschio e femmina: allora non abbiamo nemmeno più il diritto di lamentarci. Mettere una macina al collo ai Pervertiti-Perversori e costringerli ad annegarsi, come predicava Gesù -  è quanto si meritano.  I genitori si ribellino con fermezza a questi loschi abusi che introducono de facto una sorta di "pedofilia legalizzata".



Non bastasse tutto ciò, si procede spediti alla creazione di una Neolingua orwelliana,  poiché la lingua italiana viene considerata "sessista" dai nuovi capi del comitato dell'Accademia della Crusca. E' stato pertanto diramato un delirante PDF  governativo a cura della Funzione Pubblica nella premessa del quale, viene sottolineato che la lingua è sempre un fatto "ideologico" a carattere "sessista". Ne raccomando caldamente la lettura, per presa visione di quanto ci aspetta. 
Bene, la proposta di adulterare e mistificare la nostra lingua italiana in modo da indicare "la studente", invece di "la studentessa" (considerato troppo sessista), l'" avvocata" in luogo di "avvocatessa" che cos'altro è  se non una brutale e consapevole operazione ideologica di contraffazione della lingua di Dante?
Altre  cosiddette "linee guida" per la rieducazione linguistica. Evitare l'articolo davanti ai cognomi femminili (la Boschi), e usare il cognome e basta come si fa con i maschi. Altro principio codificato nei testi sulla parità di genere linguistica, quello di accordare il genere degli aggettivi con quello dei nomi in maggioranza («Anna, Giovanni e Chiara sono simpatiche», e non «simpatici») o in caso di parità con l'ultimo nome («Anna, Luca, Giovanni e Chiara sono simpatiche»). Dunque deve prevalere il femminile sul maschile.  E poi si raccomanda di usare il femminile per i titoli professionali (chirurga, notaia, avvocata), mentre da aborrire sono forme in «essa» (avvocatessa, vigilessa), che ridicolizzano la donna e la discriminano. 
"Sarà tutto più chiaro quando il Comitato di liberazione della grammatica avrà messo a punto le direttive da osservare in tutte gli uffici pubblici. Lenti e inefficienti, ma finalmente gender friendly" -  commenta il Giornale .

Va detto però che questa non è solo un'inutile ancorché demenziale "perdita di tempo" né una mera masturbazione intellettuale,  come spesso traspare dai reportage di alcuni quotidiani, bensì un'accurata operazione di "riprogrammazione antropologica" degli esseri umani a partire dalle scuole materne e dell'obbligo, per chi non l'avesse ancora capito. 
Ed è su questo punto che dovremmo  tutti quanti aprire gli occhi.

 

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