L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 3 marzo 2015

il bonismo del Pd si annulla contro la volontà dei cittadini della Val di Susa


Tav il PD valsusino si affida a un Commercialista!

Il PD valsusino ha bisogno di una manina per dirimere la situazione della contrapposizione interna sul Tav. La risolvono con un commercialista!


di Davide Amerio
Chi di opposizione ferisce… di opposizione perisce… verrebbe da dire! Ne sa qualcosa il PD valsusino il quale, riferisce un trafiletto di La Repubblica, ha deciso, nella controversia interna sul Tav, di affidarsi ad un commercialista per dirimere la questione.
I circoli della zona hanno eletto il dott. Angelo Roccotelli quale incaricato di guidare l’attività  in una zona “calda” per il Partito Democratico.
La curiosità sta tutta nella descrizione e nell’intervista al diretto interessato. Un perfetto esempio di politichese ciarliero che preannuncia equilibrismi circensi mica da ridere e non siamo certo noi a invidiare l'”equidistante” commercialista.
Ci viene però il sorriso a sentir parlare di “sensibilità diverse” sulla questione Tav. Il modo elegante dei politici per esprimere due fazioni che non sono d’accordo pressoché su nulla. Sulla posizione “equidistante ma a favore del dialogo con le istituzioni” ci domandiamo se, per meglio calarsi nella parte, il nostro Roccotelli verrà edotto sull’uso della forza e dei manganelli in Val di Susa, magari con qualche prova pratica diretta sulla sua persona.
Lo Stato che ha “diritto nel sostenere la realizzazione e dall’altra ci sono le ragioni di chi può protestare” offre già il preludio della furbesca interpretazione tra chi ha un “diritto” e dall’altra chi “ha ragioni” (ma solo per protestare) escludendo altri diritti che non siano quelli della mera protesta. Classico giudizio di valore calato con nonchalance per creare psicologicamente la separazione tra chi è nel giusto e chi lo è ma solo in riferimento a un ambito ben preciso (la protesta).
Plano e Esposito hanno entrambi le loro ragioni ma senza fare di questa vicenda un Totem” e qui siamo alla fumettistica disneyana della lotta tra Paperino e Cip e Ciop che litigano girando intorno a un presunto pezzo di legno. La riduzione della vicenda Tav a un Totem indica la volontà di non perdere troppo tempo in discussioni da parte di chi, è evidente, ha già scelto e ha un mandato ben preciso e noi ci immaginiamo già quale possa essere. Difatti la frase successiva è l’apoteosi dell’escamotage usato dal PD da decenni a questa parte per cacciarsi fuori dagli impicci; un leitmotive buono per tutte le stagioni: “ci sono problemi più importanti a partire dalla crisi del lavoro“. Per chi se lo ricorda uno dei più divertenti usi mediatici di questo ‘principio’ lo regalò Fassino di fronte a una assemblea di iscritti leggermente inferocita dal fatto che il PD non avesse fatto nulla per fermare Berlusconi in venti anni. “Abbiamo dato priorità al lavoro”, fu la difesa di Fassino. Peccato che il ‘lavoro’ continui a mancare e Berlusconi continui a dormire su comodi guanciali approntati dalla sinistra.
Facciamo i nostri migliori auguri al commercialista in questione ma egli non pensi di travisare impunemente in dialetto politichese ciò che i valligiani ben conoscono da decenni. La questione Tav è di una semplicità disarmante oramai. Se esiste un problema di lavoro in Val di Susa lo è in relazione al fatto che la politica governativa punta da anni solamente alla realizzazione del Tav con la compiacenza delle organizzazioni criminali. In una valle come questa ci sono infinite possibilità di creare posti di lavoro nel settore del turismo ma se lor signori hanno un problema di Totem interno non si illudano di farci fessi con discorsetti da maestrina dalla penna rossa, seppur ‘equidistanti’.

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