L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 marzo 2015

il governo ha più liquidità, gli serve per pagare la corruzione insita nel suo modo di amministrare


Bankitalia, debito pubblico: da gennaio 31 miliardi in più


Il massimo mai registrato del debito pubblico italiano è stato, nel 2014, di 2.167,7 miliardi, e questo il picco che segna il punto massimo del triste record fu del mese di luglio. C’è stata in seguito una fortunata flessione, il debito è sceso sul finire del 2014, ma questo inizio 2015 lo ha visto molto pericolosamente risalire: secondo i dati raccolti dalla Banca d’Italia, a gennaio 2015, con un aumento del debito pubblico italiano in ragione di ben 31 miliardi, tale debito è salito alla somma di 2.165,9 miliardi di euro, ossia molto vicini al record drammatico di luglio 2014, che si era detto non voler toccare mai più. L’allarmante dato è stato diffuso da Bankitalia, che ne analizza, nella sua pubblicazione periodica “Finanza, fabbisogno e debito” anche le cause e la somma delle provenienze.

http://news.biancolavoro.it/bankitalia-debito-pubblico-da-gennaio-31-miliardi-in-piu/


CONTI

Bankitalia: il debito pubblico è aumentato di 31 miliardi

L'allarme dell'istituto: si avvicina la soglia record di 2.167,7 mld, raggiunta a luglio 2014.

13 Marzo 2015
Il debito pubblico a gennaio è aumentato di 31 miliardi, salendo a 2.165,9 miliardi, molto vicino al massimo storico di 2.167,7 miliardi registrato a luglio del 2014. Lo ha comunicato Bankitalia nel supplemento "Finanza pubblica, fabbisogno e debito".
AUMENTO DELLE DISPONIBILITÀ LIQUIDE. L'incremento è dovuto all'aumento di 36,3 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro, pari a fine gennaio a 82,6 miliardi (contro 46,3 a dicembre del 2014), solo in parte compensato dall'avanzo di cassa delle amministrazioni pubbliche (4,6 miliardi) e dall'effetto complessivo dell'emissione di titoli, del deprezzamento dell'euro e degli effetti della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione (0,7 miliardi).
CRESCONO LE ENTRATE. Le entrate tributarie, comunque, sono aumentate. Nel mese di gennaio, sono state pari a 31,3 miliardi, in lieve aumento rispetto allo stesso mese del 2014, quando erano ammontate a 31 miliardi

http://news.biancolavoro.it/bankitalia-debito-pubblico-da-gennaio-31-miliardi-in-piu/

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