L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 marzo 2015

il governo nasconde al Parlamento i contratti derivati


 
 
Pol - Derivati, M5S: "Casero poteva starsene a casa"
 
Roma - 27 mar (Prima Pagina News) “Viste le non risposte che ci ha dato, Casero oggi poteva tranquillamente starsene a casa. Sul nodo dei derivati di Stato noi comunque non ci fermiamo e andremo avanti finché lo Stato non si deciderà a raccontare tutta la verità”. Lo denunciano i deputati M5S che oggi hanno presentato un’interpellanza urgente in aula con Daniele Pesco e Alessio Villarosa. “Casero ha detto che quella odierna è la massima disclosure possibile su contratti di cui non si conoscono i termini esatti: ciò significa - aggiungono - che le Pa possono spendere i soldi dei contribuenti senza adottare piena trasparenza. Il viceministro ha poi sminuito la bomba dei derivati sugli enti locali e non ha preso posizione sulla mancata costituzione quale parte civile del Tesoro nel processo di Trani alle agenzie di rating”. “Il governo continua a ignorare i conflitti di interessi tra banche specialiste che sono controparti dello Stato per le emissioni di titoli e agenzie di rating che decidono della nostra affidabilità creditizia. E smentisce quellecorrelazioni tra il declassamento di Standard&Poor’s e debito che invece la stessa Maria Cannata, che gestisce le nostre emissioni di titoli, ha ammesso”. “Sulla duration sospettiamo uno svincolo tra derivati e titoli che ad essi dovevano essere collegati, per cui ci sarebbero contratti senza una passività sottostante della stessa durata. E dubitiamo fortemente della convenienza economica di questi contratti: il debito poteva essere gestito con altri strumenti, più collaudati e trasparenti”. “Perché Padoan e i suoi dirigenti sono così reticenti? Sono stati sottoscritti da parte dello Stato contratti al solo fine di trarne come vantaggio un'immediata liquidità a fronte di un rischioso debito prorogato nel tempo? Gli oltre 40 miliardi di buco potenziale ci preoccupano. E ci sconvolge sia l’incompetenza di coloro che al tempo misero il collo dell’Italia in questo cappio sia l’incapacità di questo governo che ha firmato garanzie ex novo per le banche d’affari controparti nell’ultima Stabilità. Il M5S - chiudono Pesco e Villarosa - continuerà a combattere per accendere un riflettore dentro questo pozzo nero che sembra senza fondo”. 
 

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