L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 10 marzo 2015

il socialismo da un pezzo è un assertore convinto del Capitalismo Totalizante e con lui il governo Valls


De Benoist: “Il premier Valls? Io sto più a sinistra di lui”

Postato il mar 9 2015  di Adriano Scianca



Roma, 9 mar – Che Alain de Benoist fosse al centro di un dibattito politico di respiro nazionale, con coinvolgimento del primo ministro in carica, non accadeva in Francia da un sacco di tempo, ma non sapremmo dire se questa improvvisa ondata di notorietà sia un bene o un male per il pensatore non conformista transalpino.

L’antefatto è noto e ne avevamo già parlato: in seguito a un’intervista a Le Point in cui il filosofo anarchico Michel Onfray dichiarava di preferire una affermazione giusta fatta da de Benoist rispetto a una sbagliata fatta da Bernard-Henri Lévy (il che è una ovvietà, a ben vedere), Manuel Valls in persona è intervenuto per bacchettare il Onfray: “Quando un filosofo conosciuto e apprezzato da molti francesi, Michel Onfray, spiega che Alain de Benoist, che era il filosofo della Nouvelle droite negli anni ’70 e ’80, che in una certa maniera ha fabbricato la matrice ideologica del Front national, con il Club de l’Horloge e il Grece, (…) alla fin fine vale più di Bernard-Henri Lévy, questo vuol dire che si sta perdendo la bussola”.

Onfray ha risposto in un breve testo consegnato al Figaro in cui ha ribadito il suo punto di vista: “Se serve una spiegazione del testo a Manuel Valls, al quale, decisamente, la frequentazione di Jankélévitch [filosofo amico del pare del primo ministro – ndr] non è servita granché, io ho detto che, per me che sono di sinistra, è preferibile una idea giusta, fosse anche di destra, rispetto a una idea falsa, anche se di sinistra, soprattutto se è di sinistra. Quale filosofo, ma anche quale cittadino, potrebbe sostenere il contrario d’altronde, ovvero preferire l’errore e il falso per ragioni ideologiche. Non sottoscrivere questa affermazione di elementare buon senso significa dire che che vale più una idea falsa di BHL che una idea giusta di destra”.

Sulla questione è tornato anche lo stesso de Benoist, intervistato oggi da Le Point. Dopo aver ribadito il medesimo punto, richiamando il ragionamento di Onfray, il pensatore della Nouvelle droite aggiunge: “Vedere Manuel Valls farmi questa pubblicità un po’ involontaria è sorprendente, poiché non dubito che egli non conosca una sola riga di ciò che io ho potuto scrivere nella mia vita. Egli ricopia le veline che gli sono state trasmesse. Io non ho mai fatto parte del Club de l’Horloge, egli mi attribuisce la paternità della matrice ideologica del Fn, cosa che ha dovuto far molto ridere le persone del Front, in sostanza parla di cose che non conosce”. Quanto al fatto che Onfray sarebbe meno di sinistra poiché presuntamente vicino alle idee di de Benoist, l’interessato replica: “Vi farò una confidenza: io mi sento molto più a sinistra di Manuel Valls”.

http://www.ilprimatonazionale.it/cultura/alain-de-benoist-premier-manuel-valls-18647/

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