L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 marzo 2015

Immobilismo, sulle questioni vere che riguardano gli italiani

Riforma Scuola 2015, Cacciari contro Poletti: ‘Neanche Brunetta ragionava così’
Ultime notizie oggi 28 marzo su Riforma Scuola 2015 e riduzione vacanze estive: Cacciari contro governo Renzi.Ultime notizie riforma scuola governo Renzi
Ultime notizie riforma scuola governo Renzi
Il tema della riforma Scuola 2015 continua ad essere di stretta attualità. Le ultime notizie di questi giorni hanno visto la presa di posizione dei sindacati contro il governo Renzi: le rappresentanze dei lavoratori hanno annunciato la volontà di prepararsi ad azioni di protesta contro il piano di assunzioni dei precari presentato dall'esecutivo. Altro tema caldo è quello delle vacanze estive che, secondo il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, potrebbero essere accorciate. Ad intervenire sul tema è il filosofo Maurizio Cacciari, ex sindaco di Venezia, filosofo ed opinionista: le sue parole, pronunciate ieri su La7 a "L'Aria che tira", sono di dura condanna contro il metodo lasciato intendere dall'esecutivo.
Riforma Scuola 2015, riduzione vacanze estive: le critiche di Cacciari
«E' trogloditico - ha detto il filosofo - mettere insieme secondo un'equazione lineare la quantità di lavoro che tu spendi all'interno di un ufficio qualsiasi con la tua produttività»: il riferimento è al ragionamento, in verità molto diffuso, secondo cui i professori sarebbero privilegiati a causa delle "lunghe" vacanze estive. «Manco Brunetta anni fa ragionava in questi termini» ha aggiunto Cacciari, ricordando la battaglia politica dell'ex ministro berlusconiano contro i "fannulloni" della Pubblica Amministrazione. Uno dei tanti mantra che Renzi pare aver ereditato dal "mondo berlusconiano".
Continua il dibattito sulla riforma scuola 2015, Renzi alla prova parlamentare: PD spaccato?
La presentazione del DDL Buona Scuola è un modo per perdere tempo: nel PD non c'è unità d'intenti sia sul piano assunzioni dei precari che sui poteri dei dirigenti scolastici. Il pressing dei sindacati, del resto, è forte: il 18 saranno tutti, uniti, in piazza per protestare contro l'iniziativa dell'esecutivo. Un'unità ritrovata, quella dei sindacati, su due grandi temi attualmente di attualità come la riforma della Scuola e quella delle pensioni.
Una bomba che rischia di esplodere nell'immediato se si pensa che nel programma annunciato da Palazzo Chigi, come denunciano le sigle sindacali, non è stato previsto nessun provvedimento per i lavoratori ATA e per migliaia di insegnanti precari. Sarà una primavera calda, il fronte che si oppone alle scelte del governo Renzi è eterogeneo ma sempre più crescente.

http://it.blastingnews.com/lavoro/2015/03/riforma-scuola-2015-cacciari-contro-poletti-neanche-brunetta-ragionava-cosi-00325131.html

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