L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 4 marzo 2015

Infrastrutture digitali, demandano ai privati investimenti ma negano a Telecom di avere la maggioranza in Metroweb, ma cosa pretende questo governo pasticcione e ambiguo?


Banda larga, né switch off né scelta della tecnologia


Viene lasciata alle imprese la scelta, molta importanza alla visione sull’infrastrutturazione

Era molto atteso il cinquantaduesimo consiglio dei ministri del governo Renzi con al centro la banda larga, soprattutto dopo una ridda di indiscrezioni negli ultimi giorni, alcune smentite, come la possibilità ad esempio di uno spegnimento forzoso della rete in rame nel 2030.
Come annunciato dal presidente del Consiglio, al termine della seduta del cdm, ogni discussione sulla banda larga si accompagna a un percorso di confronto e sintesi con le istituzioni europee al fine di comporre il nuovo alfabeto dell’innovazione e dello sviluppo economico. Come sottolineato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Del Rio, il piano per la banda ultralarga e la crescita digitale mette insieme diversi ministeri, fondi di finanziamenti, di sviluppo e coesione, fondi regionali e, ovviamente, investimenti privati.
Il Consiglio dei Ministri ha quindi approvato la Strategia italiana per la banda ultralarga e per la crescita digitale 2014-2020; entrambe “mirano a colmare il ritardo digitale del Paese sul fronte infrastrutturale (Strategia Per La Banda Larga e Ultralarga) e nei servizi (Strategia per la Crescita Digitale)”. Previsti investimenti pubblici per 6 miliardi da qui al 2020 e si spera in un “effetto moltiplicativo”  per superare gli obiettivi definiti dal secondo pilastro dell’Agenda Digitale Europea –  cioè  Internet in ultrabroadband ad almeno 100 Mbps per almeno il 50% della popolazione come utente, con un  100% dei cittadini che abbiano la copertura a 30 Mbps – fino all’ipotesi di un raggiungimento dei 100 Mbps per l’85% dei cittadini.
Secondo il ministro per lo sviluppo economico Guidi, si persegue il tentativo di “mettere a unità le competenze e le risorse in un quadro strategico che consenta di raggiungere obiettivi che l’agenda europea fissa” nella consapevolezza che il paese non è tutto uguale e che ci sono zone a rischio di fallimento di mercato.
Ci sarà una suddivisione in quattro cluster, che saranno sottoposti ad agevolazioni o strumenti di partnariato atti a intercettare i bisogni specifici; sostanzialmente, afferma Guidi, “la scelta è di lasciare agli operatori la scelta della tecnologia più efficace, modulando il sostegno pubblico”.  Dall’impegno, quindi, da parte dei privati dipenderanno in parte i risultati per la copertura nei quattro cluster individuati dal Piano sul territorio italiano.
L’obiettivo è organizzare l’infrastrutturazione attraverso una visione organica che per la prima volta dia un quadro semplice anche dal punto di vista della semplificazione autorizzativa e normativa, condizione fondamentale soprattutto per l’investimento degli operatori privati.
Rientrano nel piano del digitale anche i processi relativi alla centralizzazione e all’armonizzazione della spesa; non solo l’hardware, con l’infrastruttura, ma anche progetti specifici, dall’anagrafe nazionale agli open data.

http://www.wired.it/attualita/tech/2015/03/03/banda-larga/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=daily

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