L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 5 marzo 2015

Infrastrutture digitali, un governo che non vuole decidere

Il piano del governo per la banda larga non scalda Telecom in borsa

di Francesca Gerosa
Il piano del governo per la banda larga non scalda Telecom in borsa
Il titolo Telecom Italia  resta debole a Piazza Affari (-0,65% a 1,07 euro) dopo che il governo ha varato il piano banda larga. L'obiettivo è la copertura del 50% della popolazione entro il 2020 con collegamenti 100mps (Megabyte per secondo). Il piano non contiene i temuti interventi legati alla scelta della tecnologia FTTH (fibra ottica) per legge e allo spegnimento della rete in rame. Il governo ha previsto una serie di incentivi, i cui criteri però non sono stati ancora definiti.

"Fa bene al Paese che ci sia ormai una consapevolezza molto diffusa tra tutte le società che operano nel settore tlc che la banda larga è il perno dello sviluppo futuro di questo settore", ha affermato stamani il viceministro per lo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti. "E il governo come sapete", ha proseguito, "è molto impegnato sulla realizzazione in tempi rapidi della banda larga, con degli obiettivi molto impegnativi al 2020. Tutti gli operatori hanno reagito comprendendo la priorità di questo processo".

Gli analisti considerano il piano coerente con gli obiettivi definiti dal governo che potrebbe attivare 6 miliardi di euro di risorse pubbliche anche sotto forma di crediti di imposta su Ires e Irap. Un provvedimento futuro del governo conterrà indicazioni fra l'altro sul servizio digitale universale e la convergenza di prezzo fra collegamenti in fibra realizzati con sovvenzioni statali e quelli in rame.

"Gli investimenti sono necessari e accogliamo con favore l'attenzione del governo sulla fibra, più volte infatti abbiamo sottolineato che questo potrebbe tradursi in un supporto al pil italiano", sottolineano gli analisti di Mediobanca  Securities (Mediobanca  è uno dei principali azionisti di Telco, la holding che detiene il 22,4% di Telecom Italia ). Detto questo, "crediamo che un approccio alla FTTC (Fiber-to-the-cabinet, ndr) rappresenti ancora il modo più efficace per accelerare la distribuzione della rete di nuova generazione nel nostro Paese".

Il nuovo piano presentato da Telecom Italia  per quanto riguarda il business domestico prevede investimenti per circa 10 miliardi di euro in tre anni, di cui 3 miliardi per lo sviluppo della rete fissa di nuova generazione (1 miliardo in più rispetto al piano precedente), che consente al gruppo di coprire il 75% della popolazione entro il 2017 (con 40 città coperte da FTTH). "Il mix tra il potenziale recupero del pil italiano, i crescenti investimenti nella banda larga e la convergenza fornirà un buon supporto al business della telefonia fissa", aggiungono a Mediobanca .

In ogni caso le misure adottate dal governo sulla banda larga "sono sicuramente più miti rispetto a quanto aveva anticipato la stampa", commentano anche gli analisti di Banca Akros che vedono implicazioni neutrali per Telecom Italia  (rating accumulate e target price a 1,13 euro) che dovrebbe quindi essere in grado di investire abbastanza liberamente in aree chiave. Prudentemente nelle loro stime su Telecom Italia  gli analisti di Equita non scontano ancora i benefici di queste misure, almeno fino a quando non ci sarà piena chiarezza sui tempi e i modi per accedere alle risorse.

Comunque a titolo di esempio, se tali misure diventassero concrete e Telecom Italia , in qualità di operatore fondamentale per il progetto banda ultralarga nazionale, si aggiudicasse il 50% di queste risorse, il valore attuale netto (net present value, NPV) delle stesse potrebbe accrescere la valutazione del colosso tlc della sim di circa il 10%. Attualmente Equita ha un target price a 1,15 euro su TI con un rating buy.

Tra l'altro nelle ultime settimane Telecom Italia ha negoziato un potenziale ingresso in Metroweb, operatore di fibra ottica con 2 milioni di case attraversate dalla FTTH nell'area di Milano, controllato dallo Stato italiano attraverso Fsi/Cdp.Telecom Italia ha posto il controllo del 51%diMetroweb come precondizione, mentre il governo preferirebbe la Cassa depositi e prestiti come principale azionista.

"L'accordo con
Telecom Italia è importante per la sostenibilità del piano industriale di Metroweb perché i rendimenti attesi non sono gli stessi con Telecom Italia come concorrente", affermano gli analisti di Kepler Cheuvreux (buy e target price a 1 euro). "Il rischio principale che vediamo per TI è che il governo sostenga gli investimenti di Metroweb imponendolo switch-off nelle zone raggiunte dalle reti FTTH e FTTB"(solo 500 milioni di euro nel piano 2015-2017 diTI).

http://www.milanofinanza.it/news/il-piano-del-governo-per-la-banda-larga-non-scalda-telecom-in-borsa-201503041132217300 

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