L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 6 marzo 2015

Infrastrutture digitali, un governo pasticcione

Banda ultralarga, il "nuovo" documento scioglie il giallo dei cluster: sono 4

IL CASO

Online sul sito di Palazzo Chigi la versione esatta del Piano dopo l'errore scoperto da CorCom. Rispunta il quarto cluster, quello delle aree a fallimento di mercato per le quali solo l'intervento pubblico può garantire alla popolazione la connettività a 30 Mbps

E' online sul sito del governo la versione esatta del Piano banda ultralarga, ripubblicata a seguito dell'errore scoperto ieri da CorCom relativo alla suddivisione del territorio in cluster.
Nel documento finale è "riapparso", a pagina 32, il cluster D, quello delle aree tipicamente a fallimento di mercato per le quali solo l’intervento pubblico può garantire alla popolazione residente un servizio di connettività a più di 30 Mbps. Nella prima versione pubblicata il cluster D era stato eliminato e la cosa aveva fatto pensare ad un accorpamento in tre aree per semplificare l'aggiudicazione dei fondi e dei lavori di posa delle infrastrutture. E se così fosse stato, a catena l'errore avrebbe dunque riguardato anche le informazioni contenute nelle slide di accompagno nonché nel comunicato di chiusura del Consiglio dei ministri. E invece l'errore stava - come scritto da CorCom - nel piano.

Il territorio italiano - si legge nel documento - è stato suddiviso in 94.000 aree per definire un numero limitato di geotipi in base alla relativa concentrazione della popolazione, alle caratteristiche del territorio, alla densità di imprese e alla presenza di infrastrutture in banda ultralarga. Tale clusterizzazione ha permesso di associare l’intervento pubblico in modo mirato rispetto alla tipologia di area e all’obiettivo di copertura individuato. In base a questa classificazione è stato dunque definito il fabbisogno e il relativo modello finanziario applicato.
IL PIANO ULTRABROADBAND CORRETTO
IL DOCUMENTO SBAGLIATO 

http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/33013_banda-ultralarga-il-nuovo-documento-scioglie-il-giallo-dei-cluster-sono-4.htm 

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