L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 marzo 2015

la buona agricoltura è una delle stampelle per vivere

Un avvenire di terra / Produrre i propri semi
Due volumi “a stretto contatto” con la terra: per imparare ad amarla davvero
Recensioni
Pubblicato alle 10:19 am del 15 marzo, 2015 da Sanzia Milesi & nella categoria Recensioni.
In "Un avvenire di terra" è forte l'accusa a transgenico e OGM “che -scrive Girolomoni - gente senza scrupoli vuole imporre nel mondo per poter fare il mestiere di Dio”. Precursore dell’agricoltura biologica in Italia, Gino Girolomoni è ricordato da tutti, non solo come fondatore della Cooperativa agricola Alce Nero, che nel lontano 1977 prese sede nel recuperato monastero di Montebello a Isola del Piano (PU) nelle Marche, ma come profondo credente e pensatore, persona di grande sensibilità, ecologica, culturale, umana. Venuto a mancare improvvisamente nel 2012, il suo lascito è quello di “un avvenire di terra”, un ritorno alle origini. Come nel titolo di cui si fregia questo volume di “appunti per un’economia delicata”, edito a mo’ di raccolta di alcuni dei suoi articoli editi per L’Avvenire, aventi a tema proprio “una visione cristiana della natura, da cui troppi cattolici rifuggono per paura di dover rinunciare a una modernità che pesa più della fede”.
Ecco allora in   Un avvenire di terra la forte accusa a transgenico e OGM “che gente senza scrupoli vuole imporre nel mondo per poter fare il mestiere di Dio”. Così incita ad una difesa della buona terra e dei suoi prodotti sia cristiani, che musulmani ed ebrei. Punta il dito su “diossina, tricolorofenolo ed estrogeni che rendono sterili e impotenti”. Difende il biologico perché è ora di “far basta di impestare la terra, i cibi, l’aria, l’acqua, con centinaia di migliaia di sostanze mutagene”. Chiama la politica al suo ruolo legislativo “in un Paese con una millenaria tradizione gastronomica che ci rende famosi in tutto il mondo” e altresì sprona i cittadini-consumatori che “si sveglino, hanno un’arma più potente del voto: le scelte quotidiane”. Tra campi elettromagnetici e Calabria bizantine, prosegue così il suo dissertare, tra “coltivatori diretti” e “trovatori di cibi buoni”, per “un mangiare semplice” e “industrie a impatto zero”, perché in fondo… “il Pianeta è il datore di lavoro più importante”.
“Produrre i propri semi” è  un manuale “scritto per contadini” per condividere conoscenze biologiche utili a sapersi. Laddove Girolomoni si scaglia contro il transgenico, un altro volume curato da Salvatore Ceccarelli e per la precisione Produrre i propri semi, ribadisce l’impegno della casa editrice fiorentina per “accrescere la biodiversità e l’autonomia nella coltivazione delle piante alimentari”. Produrre i propri semi è infatti un manuale “scritto per contadini” per condividere conoscenze biologiche utili a sapersi. Perché, come scrive Vandana Shiva in premessa, «il seme è fondamento della vita, del cibo, dell’agricoltura. Eppure i contadini, che per tutta la storia sono stati gli artefici del miglioramento e della moltiplicazione dei semi, sono stati in fretta esclusi dalla produzione dei semi. Adesso son trattati da consumatori di una risorsa non rinnovabile, brevettata, venduta dall’industria, che sta sempre più monopolizzando l’approvvigionamento delle sementi».
Tutto questo ha provocato problemi globali tra loro connessi come il declino del numero e dei tipi di piante coltivate nei campi (agrobiodiversità), i cambiamenti climatici e la fame nel mondo. Queste pagine si offrono come strumento a disposizione del sapere contadino facendo breve e chiaro cenno a concetti come genotipo/fenotipo, piante autogame/allogame, miglioramento genetico partecipativo/evolutivo e così via.

Gino Girolomoni, Un avvenire di terra, Libreria Editrice Fiorentina, pp. 126, euro 10
Salvatore Ceccarelli, Produrre i propri semi, Libreria Editrice Fiorentina, pp. 60, euro 8

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